18 enne scomparso a Oristano, ucciso da coetanei

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Manuel Careddu è la vittima. È un ragazzo di 18 anni originario di Macomer in provincia di Nuoro.

La notizia della scomparsa era stata data l’11 Settembre. Quella sera aveva un appuntamento con cinque ragazzi alla stazione di Abbasanta in provincia di Oristano. Quest’ultimi dovevano pagare a Manuel un debito di droga. Da quell’incontro Manuel non è più tornato ed è scomparso nel nulla.

Omicidio premeditato e organizzato

La mattina del 10 Ottobre sono stati arrestati i cinque presunti assassini. Quest’ultimi hanno organizzato l’omicidio di Manuel e poi l’hanno messo in atto. I Carabinieri hanno analizzato le intercettazioni di una microspia posta nella macchina usata dai 5 assassini. In queste i ragazzi spiegavano in che modo avrebbero ucciso Manuel. Era presente una microspia nella loro macchina poiché uno dei genitori dei ragazzi era sotto inchiesta. I ragazzi avevano dato a Manuel appuntamento alla stazione di Abbasanta dove è stato poi ucciso brutalmente. Successivamente hanno occultato il cadavere nel lago Omodeo, bacino artificiale che offre acqua a tutto il centro Sardegna.

L’arresto dei cinque ragazzi

I cinque assassini sono Cristiano Fadda, Matteo Satta e Riccardo Carta di vent’anni e due minorenni tra cui una ragazza. Il movente dell’omicidio è il rifiuto dei ragazzi di pagare le dosi di droga a Manuel. Ieri mattina sono stati arrestati dai Carabinieri di Oristano in collaborazione con i Carabinieri di Ghilarza e del Reparto Cacciatori di Sardegna. Sono stati trasferiti nella caserma di Oristano dove sono stati interrogati per lunghe ore dal procuratore di Oristano Ezio Domenico Basso, il procuratore di Cagliari Anna Cao e i sostituti Chelo e Manganello. Successivamente i maggiorenni sono stati trasferiti all’istituto di Massama a Oristano e i minorenni in quello di Quarticciu.

Si ricerca il corpo

Sono iniziate le ricerche del corpo da parte dei sommozzatori nel lago per capire come sia stato ucciso il ragazzo, ma nel frattempo le prove date dalle intercettazioni bastano per accusare i cinque di aver ingannato la vittima, di essere autori di un omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere. La madre sapeva dell’appuntamento del figlio e gli aveva anche prestato il cellulare. La donna pochi giorni dopo la scomparsa di Manuel ha fatto un appello al figlio chiedendo di  tornare, ma purtroppo il ragazzo era già morto.

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