Twitter oscura le news sulla guerra in Siria di TRT: la dura replica della Tv turca

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TRT World: la censura di Twitter.

È scontro aperto tra Twitter e il canale social di TRT World, azienda televisiva turca. Il celebre social network ha deciso di censurare i contenuti pubblicati dal profilo in lingua inglese riguardanti le notizie sulle operazioni militari della Turchia in Siria. Questa presa di posizione da parte della piattaforma statunitense ovviamente non è affatto piaciuta ai responsabili del network, i quali hanno replicato duramente, mettendone in dubbio la «credibilità» e sottolineando che continueranno a portare avanti il loro lavoro per informare puntualmente il pubblico.

Sulla vicenda è intervenuto Serdar Karagoz, caporedattore della sezione internazionale di TRT World, il quale nell’esprimere la sua delusione e amarezza ha affermato senza mezzi termini che evidentemente Twitter ha deciso di censurare le loro notizie provenienti dalla Siria perché «la verità fa male». Raggiunto dall’agenzia di stampa governativa turca Anadolu, il dirigente ha detto che il veto posto dal social network alla pubblicazione di determinati contenuti ha generato una serie di dubbi sulla credibilità del sito che, a questo punto, limiterebbe pesantemente «la libertà di parola».

Twitter ha limitato la divulgazione di notizie di TRT.

Subito dopo Karagoz ha evidenziato quelle che sarebbero le ragioni che hanno spinto il Governo di Ankara a schierare l’esercito nella Siria del nordest tramite l’Operazione Peace Spring, ossia la necessità di contrastare una volta per tutte i terroristi presenti in quella zona del Paese che rappresenterebbero una minaccia continua per i confini con la Turchia. Al contempo si punta a garantire un rientro sicuro per i rifugiati siriani e l’integrità di tutto il territorio.

L’obiettivo principale, dunque, è quello di debellare il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e le sue sigle siriane. Il caporedattore di TRT World ha ricordato che negli ultimi 30 anni quest’organizzazione ha portato avanti diverse azioni di guerriglia, e per questo motivo è stata definita terroristica non solo dalla Turchia, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, essendosi macchiata delle uccisioni di circa 40mila persone innocenti tra cui ci sarebbero anche donne, bambini e neonati.

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In queste ultime ore numerosi utenti del canale social dell’azienda turca hanno segnalato di essere impossibilitati ad accedere alle notizie sulla guerra in Siria presenti sull’account Twitter, che sarebbero state oscurate tramite il messaggio: «Questo tweet non è disponibile perché include contenuti potenzialmente sensibili». Addirittura pare che negli Stati Uniti l’accesso al profilo sia stato completamente bloccato. Questi interventi ai danni di TRT, secondo il dirigente, dimostrano come il social network americano segua «una certa ideologia», e come sia particolarmente controllato dall’alto nei post da divulgare o meno.

Nelle battute finali del suo intervento, Karagoz ha assicurato che il lavoro del network non si fermerà affatto e che continuerà a divulgare news affidabili e veritiere per «il pubblico che cerca la verità».

Critiche a Twitter e solidarietà a TRT World

Il responsabile della sede di TRT in Gran Bretagna, Fatih Er, ha lasciato intendere che Twitter con quest’operazione di pesante censura ha perso una grande occasione per guadagnarne in affidabilità e, sulla stessa lunghezza d’onda di Karagoz, ha garantito che tutti i collaboratori dell’azienda proseguiranno nel proprio impegno per raccontare la verità al pubblico occidentale su quanto sta accadendo in Siria. Il canale turco ha anche fatto sapere di aver provato a contattare i vertici del social network per chiedere maggiori delucidazioni, ma finora pare non sia arrivata alcuna risposta.

La decisione della piattaforma web di bloccare la divulgazione delle news sulla guerra in Siria da parte di TRT World non è affatto piaciuta ad una parte dell’opinione pubblica. Diversi cittadini turchi, alcuni giornalisti internazionali e anche organizzazioni hanno protestato apertamente sulla linea dura adottata dal social, manifestando una certa perplessità per la censura applicata ad un account che può contare circa 250mila follower.

Il giornalista indiano Pervez Bilgrami ha spiegato all’agenzia Anadolu che quest’atteggiamento rientra in una più generale «guerra dell’informazione contro la Turchia» per non far circolare notizie reali provenienti direttamente dalla Siria, teatro del conflitto di questi giorni. Inoltre ha aggiunto che la decisione di Twitter è una sorta di conferma indiretta della qualità del lavoro di TRT nel contrastare le fake news e nel distaccarsi dai soliti articoli che non riportano nulla di nuovo, seguendo una linea internazionale condivisa d’informazione.

TRT continuerà ad aggiornare sulla guerra in Siria.

Piuttosto duro il comunicato dell’American Turkish Society, una ONG che ha sede a Los Angeles e che ha puntato il dito contro la «islamofobia e pregiudizio» del social statunitense. Inoltre ha invitato tutti i cittadini turchi e anche i musulmani che intendono seguire costantemente aggiornamenti provenienti dalla Siria a iscriversi ai siti turchi che diffondono notizie in lingua straniera. Tornando a Twitter, l’associazione ha chiosato con un vero e proprio attacco, dicendo che quando si tratta di Turchia e musulmani «odiano la libertà di parola e di stampa».

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