Fabrizio Bracconeri
Fabrizio Bracconeri

Fabrizio Bracconeri, conosciuto da tutti come il Bruno Sacchi della serie tv “i ragazzi della 3^C”, ne ha combinata un’altra.

Già qualche tempo fa fece parlare di sé, asserendo che i gatti fossero simbolo di terrorismo e che molti dei suoi contatti social hanno un’immagine con i gatti. Non è tanto per le bestioline in sé, ma il concetto attorno, su cui lui ha ricamato, che ancora non trova un nesso logico, ovvero che “…solo un attentato potrebbe liberare il paese dal PD e dagli Immigrati…”. Sono queste le taglienti parole di qualche tempo fa che fecero cadere su Fabrizio Bracconeri una serie di risposte arrabbiate, compresi molti insulti.

Una domanda sorge spontanea: se lui è circondato da terroristi con le foto del profilo di gatto (un “qualcuno” gli avrebbe “spiegato” il nesso fra gatto e terrorista) e gli attacchi terroristici sarebbero la soluzione, lui gli sta dando un suggerimento? Non sono sarcastica e non lo sto deridendo, ma la domanda nasce da se.

Ma questa volta cosa ha combinato? Ha definito la Kyenge «buzzicona muslim».

Immediatamente il tweet ha fatto il giro del web, prima ancora che il social network Twitter oscurasse non solo il post ma tutto il profilo dell’ex ragazzotto tenerone.

Ma perché tanta ostilità? Perché così tanta cattiveria buttata su di un social?

Una cosa sicuramente va detta: un personaggio pubblico ha la capacità di influenzare, grazie alla sua notorietà, non dico tutti ma molti dei suoi seguaci.

Fabrizio Bracconeri all'epoca de I ragazzi della 3^C
Fabrizio Bracconeri all’epoca de I ragazzi della 3^C

Il fatto di essere un V.I.P., o influencer o come lo si voglia chiamare, non dà né il potere né la concessione di dire o fare ogni cosa. Le ideologie politiche le abbiamo più o meno tutti e, seppure non accettate perché incompatibili con il nostro modo di vedere le cose, vanno rispettate e vi è sicuramente un modo educato per esporle, ma soprattutto senza diventare un bullo. Perché di questo si tratta di bullismo. Ogni cosa che offende, la fisicità, il pensiero, il credo e viene disprezzato e deriso, è bullismo, in questo caso cyber bullismo. Forse la notorietà non è per tutti.

Veniamo al punto: l’offesa dove sta? Bene, secondo il mio modo di vedere la cosa, è il termine buzzicona.  E’ una parola dispregiativa e disturbante che lui non avrebbe dovuto dire. Il fatto che abbia marcato che sia di un’altra religione non la vedo come un’offesa non ha denigrato il suo credo ma il suo corpo si.

I social network dovrebbero essere un mezzo goliardico per dare spazio al cosiddetto “cazzeggio” e non essere preso come un mezzo di potere da chi, questo potere, non sa né gestirlo ma né dovrebbe averlo.

Inutile dire che l’immagine del dolce, tenero e simpatico Bruno Sacchi ormai è distrutta.