Trump minaccia ulteriori sanzioni all’Iran

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Trump minaccia ulteriori sanzioni all’Iran, dopo che Tehran ha preso la sua decisione di violare l’accordo sul nucleare, siglato nel 2015, il presidente americano Donald Trump sta mettendo a punto nuove sanzioni, da applicare al Paese sciita. Probabilmente, esse andranno a colpire i settori dell’industria che riguardano il settore delle materie prime, come il ferro, acciaio, alluminio e rame.

Trump ha sottilineato che le nuove sanzioni: “colpiranno i proventi che l’Iran ricava dall’espotazione di materie prime, che secondo alcune stime, ammonterebbero al 10%, in questo modo si darà un segnale agli altri Stati: non sarà consentito l’ingresso, nei suoi porti, l’ingresso di materie prime provenienti dall’Iran”.

Trump ha poi aggiunto che ulteriori sanzioni saranno applicate al Paese sciita, se il suo atteggiamento non cambierà radicalmente.

Va detto, tuttavia, che dopo tali esternazioni, Trump ha moderato i toni, mostrandosi più conciliante verso gli iraniani, affermando: “Mi auguro, un giorno, di poter incontrare la guida degli iraniani per giungere ad un accordo”.

La Casa Bianca ha fatto sapere, inoltre, che ulteriori sanzioni saranno applicate anche alle aziende straniere che hanno rapporti economici con l’Iran nel settore delle materie prime.

La decisione di ampliare le sanzioni all’Iran è venuta dopo che il governo iraniano ha deciso di sottrarsi parzialmente agli accordi siglati nel 2015.

Il governo iraniano ha minacciato gli altri Paesi che hanno firmato l’accordo di quattro anni fa, ovvero esso ha annunciato che le nazioni in questione, hanno sessanta giorni di tempo per eliminare le restrizioni applicate alle banche e al petrolio iraniano. In caso contrario, Tehran riprenderà l’arricchimento dell’uranio oltre il 3,67%, ovvero oltre la percentuale concordata nei negoziati del 2015.

Il canale televisivo “al-Arabiyya” ha riportato la notizia secondo cui, l’inviato speciale americano a Tehran Brian Huk, ha dichiarato che Washington vorrebbe un nuovo accordo con l’Iran, che sarà sottoposto al vaglio del Congresso.

Alcuni stati europei come Gran Bretagna e Germania hanno criticato la decisione iraniana di ritirarsi dall’accordo; la Francia, dal canto suo, ha prospettato una possibile nuova applicazione delle sanzioni.

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