Trump fa causa a Facebook: “Discrimina lavoratori americani”

L’amministrazione Trump accusa la società di discriminare i lavoratori americani rispetto a quelli immigrati

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Trump fa causa a Facebook

L’amministrazione Trump fa causa a Facebook, accusando la società guidata da Mark Zuckerberg di discriminare i lavoratori americani rispetto a quelli immigrati. In particolare, il Dipartimento di giustizia afferma che il social network riserva illegalmente le qualifiche maggiormente pagate agli immigrati nell’ambito della sua campagna per sponsorizzare la residenza permanete di questi lavoratori.  

Trump fa causa a Facebook, cos’è successo?

Nuova crociata di Trump contro un’azienda tecnologica. L’amministrazione Trump ha citato in giudizio il Facebook. Accusa il gigante tecnologico di aver discriminato i lavoratori statunitensi creando processi di reclutamento che favoriscono i titolari di visti temporanei. La denuncia afferma che Facebook ha creato un processo di assunzione separato per alcuni titolari di status di immigrazione temporanea, come i titolari di visto H-1B. Inoltre afferma che la società di Zuckerberg non ha considerato i lavoratori statunitensi per più di 2.600 posizioni. Tali posizioni prevedevano uno stipendio medio di circa 156 mila dollari all’anno.

La denuncia afferma che quando alcuni dipendenti in possesso dello status di immigrazione temporanea presso Facebook chiedono all’azienda posizioni permanenti attraverso il processo di certificazione del lavoro permanente, il gigante tecnologico “crea una posizione permanente che è aperta solo a quel titolare del visto temporaneo”. Per queste posizioni, Facebook “implementa un processo di reclutamento intenzionalmente progettato per dissuadere i lavoratori statunitensi a fare domanda”. Per far questo non pubblicizzare il post sul suo sito web, non accettare le domande online. Inoltre richiedere ai candidati di inviare le loro candidature per posta. La denuncia afferma: “Non sorprende che Facebook spesso non riceva candidature per queste posizioni pubblicizzate. E anche quando i lavoratori statunitensi si candidano, Facebook non li prenderà in considerazione per le posizioni pubblicizzate. Invece, Facebook riempie queste posizioni esclusivamente con titolari di visti temporanei. In poche parole, Facebook riserva queste posizioni per i titolari di visto temporaneo “.

Dreiband: illegale il reclutamento di Facebook

Eric S. Dreiband, l’assistente procuratore generale della Divisione per i diritti civili, ha dichiarato: “Il nostro messaggio ai lavoratori è chiaro. Se le aziende negano opportunità di lavoro preferendo illegalmente titolari di visti temporanei, il Dipartimento di giustizia li riterrà responsabili. Il nostro messaggio a tutti i datori di lavoro, compresi quelli del settore tecnologico, è chiaro. Non si può preferire illegalmente di reclutare, prendere in considerazione o assumere titolari di visto temporaneo rispetto ai lavoratori statunitensi”.

Trump fa causa a Facebook: la risposta del social

Un portavoce di Facebook ha dichiarato che “mentre contestiamo le accuse nella denuncia, non possiamo commentare ulteriormente il contenzioso in sospeso”. Il portavoce ha anche affermato che Facebook ha collaborato con il DOJ nella sua revisione di questo problema. 

Facebook deve affrontare altre cause legali

La causa è l’ultima battaglia legale che Facebook deve affrontare. La Federal Trade Commission (FTC) e un gruppo di Stati stanno pianificando separatamente azioni legali antitrust contro Facebook. Si concentrano all’acquisizione da parte del gigante tecnologico di app più piccole come Instagram e WhatsApp. Secondo quanto riferito, la FTC e i procuratori generali dello Stato dovrebbero annunciare presto piani per un’azione legale. 


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