Trump e l’immigrazione: un nuovo disastro causato dalle sue leggi

La politica di Donald Trump e l'immigrazione sono terreno ostico per molti, non solo per i migranti, ma ciò che è accaduto ora ha veramente dell'incredibile

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WASHINGTON, DC - MARCH 6: U.S. President Donald Trump speaks during a meeting with Swedish Prime Minister Stefan Lofven in the Oval Office of the White House March 6, 2018 in Washington, D.C. Trump and Lofven were expected to discuss Trump's announcement last week of planned tariffs on imported steel and aluminum. (Photo by Andrew Harrer-Pool/Getty Images)

Trump e l’immigrazione: un binomio ormai tristemente noto a tutti. Sappiamo bene quali opinioni abbia il presidente degli USA circa gli immigrati, proprio lui che si ritrova a governare una nazione sorta per il volere di emigranti in terre in parte già occupate da una popolazione autoctona. Uno dei principali punti del suo programma elettorale, del resto, era costruire un muro per separare gli USA dal Messico: per ora non è riuscito a farlo, ma ciò non gli impedito di portare avanti leggi che hanno inasprito in maniera incredibile la normativa verso gli immigrati irregolari. Ebbene, un’ultima vicenda illumina in maniera decisamente emblematica quanto poco senno di sia in alcune di queste norme.

La vicenda in questione è denunciata da una famiglia britannica, costituita dagli adulti David ed Eileen Connors (30 anni lui, 24 lei) e dal loro bambino poco più che neonato. La famiglia era in vacanza nei pressi di Vancouver, città Canadese molto vicina al confine statunitense; ebbene, mentre viaggiavano in macchina, per evitare un animale che bloccava la strada i tre hanno ripiegato su una stradina sterrata che li ha portati a finire nel territorio statunitense. Secondo la loro versione del fatti, David ed Eileen nemmeno si erano accorti di essere finiti in USA finché non glielo ha comunicato la polizia: questo appena prima di separare l’uomo dal resto della famiglia e di confinarli in centri di detenzione, alla stregua di qualsiasi clandestino – con la differenza che il confine superato da loro non era sorvegliato da nessuno.

Trump e l’immigrazione: cosa sta accadendo ora alla coppia che subisce delle norme scellerate

L’arresto è avvenuto in 3 ottobre, mentre il 5 donna e bambino sono stati trasferiti nel Berks Family Residential Center, centro d’accoglienza per intere famiglie; la donna denuncia che la cella in cui lei e suo figlio sono delegati è gelida, che il bambino deve indossare cappotto e berretto tutto il giorno; l’uomo, che è tuttora separato dai propri cari, afferma che la polizia ha mentito loro più volte ed ha negato loro anche il basilare diritto di sapere cosa stava accadendo.

La famiglia ha sporto dunque denuncia tramite il loro avvocato; nel frattempo, il portavoce della United States Immigration and Customs Enforcement ha ammesso che l’arresto della famiglia è avvenuto nelle modalità descritte ma ha negato qualsiasi maltrattamento nei loro confronti.

L’unico risvolto positivo di questa vicenda: qualcuno potrebbe riflettere

Vedremo ora come andrà a finire la vicenda, ma una cosa è certa: ora che quello che tante famiglie vivono latine vivono da anni colpisce dei britannici alcuni simpatizzanti di queste politiche riusciranno ad essere un po’ più empatici. Al posto di quella famiglia, questa volta, potrebbe esserci qualsiasi altra persona agiata che va in vacanza dall’altra parte dell’Oceano: chiaramente è una situazione in cui è più semplice immedesimarsi, e ciò può sicuramente aiutare a smuovere le menti.

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