Trump cospirò e tentò una frode per ribaltare l’esito delle elezioni  

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Trump cospirò e tentò una frode per ribaltare l'esito delle elezioni  

La Commissione della Camera USA che indaga sull’assalto a Capitol Hill ha concluso che Trump cospirò e tentò una frode per ribaltare l’esito delle elezioni. Cosa faranno ora i repubblicani? Prenderanno le distanze da Trump?

Trump cospirò e tentò una frode?

La Commissione della Camera USA che indaga sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 ha concluso che l’allora presidente Donald Trump e il suo entourage hanno cercato di “ostacolare in modo illegale in Congresso nel conteggio dei voti elettorali e hanno cospirato per frodare gli USA”. Secondo l’inchiesta, i cui risultati sono stati inviati a una Corte Federale, Trump ha infranto “diverse leggi per impedire al Congresso di certificare la sua sconfitta”. Secondo la Commissione Trump e il suo avvocato John Eastman facevano parte di una “cospirazione criminale” per ribaltare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020. L’invio dei risultati alla Corte fa parte del tentativo della Commissione di aver accesso alle email dell’avvocato di Trump che ha rivendicato il segreto professionale. 

Cosa rivelano i documenti?

Gli atti del tribunale depositati dalla Commissione mostrano anche che il Dipartimento di Giustizia ha respinto senza mezzi termini lo sforzo di Trump di ribaltare l’esito delle elezioni. Rivelano anche l’esasperazione del team di Pence nei confronti di Trump. Nei giorni precedenti al 6 gennaio, Trump avrebbe minacciato di licenziare il procuratore generale Jeffrey Rosen se non avesse aperto un’indagine sulle sue affermazioni infondate di frode elettorale. Trump voleva che il procuratore venisse sostituito con l’avvocato del DOJ di medio livello Jeffrey Clark, uno dei suoi alleati.

I documenti mostrano anche che molti hanno minacciato di dimettersi mentre Trump chiedeva di mettere Clark come procuratore generale ad interim per avviare un’indagine. L’allora procuratore generale Rosen e il suo vice, Richard Donoghue, avevano respinto per giorni le minacce di un presidente sempre più ossessionato da affermazioni di frode elettorale senza merito. Donoghue ha affermato di aver ricevuto una mail da Clark che promuoveva “varie teorie che sembravano derivare da Internet”. Tra queste anche la teoria secondo cui il governo cinese potrebbe aver violato le macchine per il voto del Dominion tramite un termostato intelligente. Nei giorni precedenti il 6 gennaio Trump avrebbe anche chiesto un briefing della comunità dell’intelligence per discutere delle frodi . Aveva inoltre richiesto al Dipartimento di Giustizia di inviare una lettera alla Georgia. Il DOJ doveva chiedere alla Georgia di bloccare la certificazione dei risultati delle sue elezioni in attesa di un’indagine.


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