Trump contro il regime della Corea del Nord. Da quando il tycoon è diventato presidente degli Stati Uniti, e da quando gli USA hanno chiesto al regime coreano di smantellare il suo arsenale nucleare, le relazioni diplomatiche sono state tutt’altro che distese, infatti nel 2017 i rapporti tra i due Paesi toccarono il loro punto più basso.

Due anni fa, infatti, ad una riunione delle Nazioni Unite, l’ex ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Nicky Haley annunciò che il regime di Pyongyang sarebbe stato presto distrutto, e il leader nord coreano Kim Jong-un non era nient’altro che “un ragazzino malato”. Parole quest’ultime, confermate dallo stesso Trump.

Nella guerra combattuta a suon di parole tra Trump e Kim Jong-un, le frasi dell’ex-ambasciatrice rapprentano, forse il punto più basso che abbiano mai toccato le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Sebbene le minaccie dell’ambasciatrice dovevano essere prese molto sul serio, il leader nordcoreano sembrò non voler dare molta importanza agli avvertimenti statunitensi. Il motivo era molto semplice, ovvero il nemico giurato dell’America non avrebbe mai rinunciato al suo arsenale nucleare, con il quale, avrebbe potuto colpire gli Stati Uniti in qualsiasi momento e qualsiasi città degli USA o di un altro Paese.

Visto il pericolo incombente sugli Stati Uniti e sul resto del mondo, l’ex ambasciatrice, nella predetta riunione delle Nazioni Unite, chiese a tutti i Paesi di interrompere le relazioni con il regime nordcoreano.

Ovviamente quando Nicky Haley chiese alle altre Nazioni di tagliare i ponti con Pyongyang, si riferiva principalmente alla Cina.

Come abbiamo detto poc’anzi, le parole dell’ambasciatrice, per altro sottoscritte anche da Trump, avrebbero dovuto far riflettere il regime nordcoreano, invece quest’ultimo le ha accolte con gioia.

I test missilistici condotti con successo dalla Corea del Nord sono stati accolti con favore dalla sua popolazione, la quale ha visto in tali esperimenti la reale capacità offensiva del suo esercito, ovvero ha visto nella sua forza armata una capacità di cui andare fieri.

Le sanzioni di Trump

Le sanzioni stunitensi, a distanza di due anni, non sembrano aver prodotto il loro effetto sperato, ovvero sia, che la Corea del Nord rinunci al suo programma nucleare.

Lo stesso Trump appare molto indeciso sul da farsi, tanto che i suoi continui cambi di rotta in merito al dossier nordcoreano, hanno mandato in confusione il suo stesso staff, il quale, nonostante Trump sia diventato presidente nel 2016, non sembra essersi abituato ai suoi repentini cambi di passo.

Il 22 marzo scorso, infatti, Trump aveva annunciato, tramite il suo account twitter, che avrebbe bocciato le nuove sanzioni decise dal dipartimento del Tesoro contro la Corea del Nord, dopo il fallimento del veritce bilaterale in Vietnam, tenuto verso la fine di febbraio di quest’anno.

Il Tesoro americano infatti aveva deciso nuove sanzioni contro le società cinesi che avrebbero aggirato gli embarghi internazionali nei confronti della Corea del Nord.

A questo proposito l’amministrazione aveva dichiarato in un comunicato : ” Gli Stati Uniti sono impegnati a raggiungere l’obiettivo di una completa e controllata denuclearizzazione della Corea del Nord e credono che l’applicazione piena delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu contro la Corea del Nord sia cruciale per il raggiungimento di questo obiettivo”.

Tutto chiaro dunque, nient’affatto, poichè dopo il comunicato sopracitato, Trump ha subito cambiato idea in merito alle sanzioni decise dal Tesoro, confermando che le avrebbe cancellate. Una decisione, quest’ultima, che ha mandato in confusione la sua stessa amministrazione.

Il carattere lunatico di Trump lo conduce spesso a contraddirsi, è del mese scorso infatti, la notizia secondo la quale Trump avrebbe dichiarato che le sanzioni nei confronti della Corea del Nord, sarebbero state mantenute, almeno fino a quando il regime di Pyongyang non avrebbe rinunciato al suo programma nucleare.

Le parole di Trump sono state le seguenti: ” La Corea del Nord detiene un grande potenziale economico. Ritengo che lui (il leader nordcoreano Kim Jong-un, ndr) capisca che con l’arma nucleare non raggiungerà la crescita economica e noi non abbiamo fretta (con la denuclearizzazione), le sanzioni restano. Allo stesso tempo osserviamo molti momenti positivi: ci sono stati restituiti i resti dei soldati americani”.

Soprattutto le ultime parole del presidente Trump lasciano presagire un nuovo cambio di rotta.

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