Trump attacca Pechino in pubblico, ma la sua organizzazione importa tonnellate di merci cinesi

Mentre Trump si impegna ad attaccare la Cina, la sua "Trump Organization" importa tonnellate di merci cinesi.

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Donald Trump e Xi Jinping.

Il Presidente Trump è noto per attaccare pubblicamente la Cina, dichiarando guerre commerciali a favore degli USA. Tuttavia, la “Trump Organization” importa tonnellate di merci cinesi nel Paese. Contribuendo così al deficit commerciale con la Cina.

Trump e il governo di Pechino

Donald Trump si è sempre impegnato ad attaccare la Cina, soprattutto sui rapporti commerciali. Egli ha inoltre sempre sostenuto che Pechino volesse danneggiare gli USA. Ha anche promesso che i suoi accordi commerciali con il governo cinese porterà beneficio economico a tutti gli americani. Il Presidente ha persino incoraggiato gli americani a non acquistare prodotti “Made in China”.

Tuttavia, questa sua stessa etica non sembra riguardarlo personalmente. Infatti, la sua “Trump Organization” ha importato in America tonnellate di merci cinesi. La CNN, revisionando i dati doganali statunitensi, ha notato che da settembre 2019 le proprietà di Trump negli USA hanno importato oltre 8 tonnellate di merci dalla Cina.

Nei registri doganali si può anche notare che lo scorso autunno più di 6 tonnellate di tavoli “Made in China” sono stati consegnati al Trump International Hotel di New York. Lo stesso giorno, inoltre, Trump aveva twittato: “Stiamo andando molto bene nei nostri negoziati con la Cina”.

Tonnellate di merci cinesi per Trump

Oltre alle 6 tonnellate di tavoli, due mesi fa sarebbe arrivata anche una spedizione da Shanghai di 2 tonnellate di vetrate in legno e vetro al “Trump National Golf Club” di Los Angeles. Tuttavia, due giorni dopo l’arrivo del carico, Trump aveva aspramente criticato la Cina sulla gestione della pandemia da Covid-19. L’aveva addirittura accusata di aver commesso un massacro nel mondo.

Le importazioni cinesi per la “Trump Organization” sono in netto contrasto con il nazionalismo economico del suo slogan “Make America Great Again”. L’etica dell’amministrazione Trump sembra ben diversa da quella personale degli affari del Presidente.

Infatti, il tycoon aveva emesso nell’aprile 2017 un ordine esecutivo, secondo cui le agenzie federali avrebbero dovuto “acquistare americano”. Inoltre, aveva intensificato l’ordine nel gennaio 2019. Quest’ultimo si intitolava “Preferenze americane per i progetti infrastrutturali”.

Infine, nel luglio dello stesso anno aveva firmato un ordine sul “massimizzare l’uso dei beni, prodotti e materiali di fabbricazione americana“. Aveva anche annunciato che la sua amministrazione avrebbe imposto il “Buy American Act” del 1933, “nella massima misura consentita dalla legge”.

Gli acquisti cinesi della “Trump Organization” contraddicono anche i messaggi provenienti dai membri del governo del tycoon, che avvertono gli americani di diffidare degli affari con la Cina.


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Gli attacchi di Trump alla Cina

Nonostante i suoi affari con la Cina, Trump continua ad insultare il governo di Pechino. Il Presidente definisce infatti le importazioni cinesi “devastanti per i lavoratori americani”. Inoltre, con il procuratore Barr, ha accusato Hollywood e Silicon Valley di essere pedine della Cina.

Questa non è però l’unica contraddizione di Trump sulla Cina. Il tycoon sostiene che Pechino sia la colpevole della diffusione del coronavirus. Inoltre, si rifiuta di parlare con Xi. All’inizio della pandemia, però, Trump aveva lodato Xi. Aveva infatti dichiarato: “La Cina ha lavorato molto duramente per contenere il virus. Gli USA apprezzano molto la sia trasparenza. Per conto del popolo americano, voglio ringraziare il presidente Xi”.

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