lunedì, Marzo 9, 2026

Trump annuncia un piano di pace per Gaza

Il presidente americano Donald Trump annuncia un piano di pace per porre fine la guerra nella Striscia di Gaza. Se Hamas accetterà tutti gli ostaggi saranno liberi entro 72 ore e il controllo passerà ad un comitato supervisionato da un “Comitato per la Pace” sotto il controllo diretto di Trump e Tony Blair. “Se Hamas non accetta Netanyahu ha il mio ok a distruggere Hamas”, ha detto il presidente americano.  Trump ha poi annunciato che Tony Blair farà parte del nuovo “Consiglio della Pace”, da lui stesso guidato: “Sarà guidato da un gentiluomo noto come il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump“. Su Blair ha aggiunto: “Un brav’uomo, un bravissimo uomo”. Ha poi assicurato: “È un po’ di lavoro extra da fare, ma è così importante che sono disposto a farlo e lo faremo per bene”. “Se Hamas respinge il suo Piano, signor Presidente, oppure se lo accetta solo in apparenza per poi fare di tutto per ostacolarlo, allora Israele finirà il lavoro da solo. Questo può essere fatto nella maniera semplice oppure nella maniera dura – ma sarà fatto. Noi preferiamo la via semplice, ma deve essere fatto”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Guerra Gaza: Trump annuncia un piano di pace

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un piano, già accettato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, di pace per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza. La Casa Bianca ha pubblicato il piano, articolato in 20 punti.

1) Gaza sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non rappresenterà una minaccia per i suoi vicini.

2) Gaza sarà riqualificata a beneficio del popolo di Gaza, che ha già sofferto più che a sufficienza.

3) Se entrambe le parti accetteranno questa proposta, la guerra finirà immediatamente. Le forze israeliane si ritireranno fino alla linea concordata per prepararsi al rilascio degli ostaggi. Durante questo periodo, tutte le operazioni militari, inclusi bombardamenti aerei e di artiglieria, saranno sospese e le linee del fronte resteranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per il ritiro completo e scaglionato.

4) Entro 72 ore dall’accettazione pubblica da parte di Israele di questo accordo, tutti gli ostaggi – vivi e morti – saranno restituiti.

5) Una volta che tutti gli ostaggi saranno rilasciati, Israele libererà 250 prigionieri condannati all’ergastolo più 1700 abitanti di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini detenuti in quel contesto. Per ogni ostaggio israeliano i cui resti verranno restituiti, Israele rilascerà le spoglie di 15 abitanti di Gaza deceduti.

6) Una volta che tutti gli ostaggi saranno restituiti, i membri di Hamas che si impegnano a una pacifica coesistenza e alla consegna delle armi riceveranno un’amnistia. Ai membri di Hamas che desiderano lasciare Gaza sarà garantito un passaggio sicuro verso i Paesi di accoglienza.

7) Con l’accettazione di questo accordo, tutti gli aiuti umanitari saranno immediatamente inviati nella Striscia di Gaza. Come minimo, le quantità di aiuti saranno coerenti con quanto stabilito nell’accordo del 19 gennaio 2025, riguardante gli aiuti umanitari, inclusa la riabilitazione delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), la riabilitazione di ospedali e panifici, e la fornitura di attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e riaprire le strade.

8) L’ingresso e la distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza procederanno senza interferenze delle due parti, tramite le Nazioni Unite e le sue agenzie, e la Mezzaluna Rossa, oltre ad altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo con nessuna delle parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo implementato nell’accordo del 19 gennaio 2025.

9) Gaza sarà governata sotto una temporanea amministrazione transitoria composta da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e dei municipi per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, con supervisione di un nuovo organismo internazionale transitorio, il “Consiglio della Pace”, che sarà guidato e presieduto dal Presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato che saranno annunciati, tra cui l’ex Primo Ministro britannico Tony Blair. Questo organismo stabilirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il proprio programma di riforme, come delineato in varie proposte (compreso il piano di pace del Presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese), e potrà riprendere in sicurezza ed efficacemente il controllo di Gaza. Questo organismo adotterà i migliori standard internazionali per creare una governance moderna ed efficiente al servizio del popolo di Gaza e in grado di attrarre investimenti.

10) Un piano economico di sviluppo di Trump per ricostruire e rivitalizzare Gaza sarà creato convocando un panel di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune moderne “città miracolo” in Medio Oriente. Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo entusiasmanti, elaborate da gruppi internazionali di buona volontà, saranno considerate per sintetizzare i quadri di sicurezza e governance e per attrarre e facilitare questi investimenti che creeranno posti di lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.

11) Sarà istituita una zona economica speciale con tariffe preferenziali e tassi di accesso da negoziare con i Paesi partecipanti.

12) Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e chi desidera andarsene sarà libero di farlo e libero di tornare. Incoraggeremo le persone a restare e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore.

13) Hamas e altre fazioni accettano di non avere alcun ruolo nel governo di Gaza, direttamente, indirettamente o in qualsiasi altra forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi tunnel e strutture per la produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite. Ci sarà un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la collocazione permanente delle armi oltre l’uso tramite un processo concordato di dismissione, sostenuto da un programma internazionale di acquisto e reintegrazione finanziato e verificato da osservatori indipendenti. La “Nuova Gaza” sarà pienamente impegnata nella costruzione di un’economia prospera e in una pacifica coesistenza con i vicini.

14) Sarà fornita una garanzia da parte dei partner regionali per assicurare che Hamas e le fazioni rispettino i propri obblighi e che la Nuova Gaza non rappresenti una minaccia né per i suoi vicini né per il suo popolo.

15) Gli Stati Uniti lavoreranno con partner arabi e internazionali per sviluppare una Forza Internazionale di Stabilizzazione temporanea (ISF) da dispiegare immediatamente a Gaza. L’ISF formerà e fornirà supporto alle forze di polizia palestinesi selezionate a Gaza e si consulterà con Giordania ed Egitto, che hanno una vasta esperienza in questo campo. Questa forza sarà la soluzione di sicurezza interna a lungo termine. L’ISF lavorerà con Israele ed Egitto per aiutare a garantire le aree di confine, insieme a nuove forze di polizia palestinesi addestrate. È fondamentale prevenire l’ingresso di munizioni a Gaza e facilitare il rapido e sicuro flusso di beni per ricostruire e rivitalizzare Gaza. Sarà concordato un meccanismo di deconflitto tra le parti.

16) Israele non occuperà né annetterà Gaza. Man mano che l’ISF stabilirà controllo e stabilità, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno secondo standard, traguardi e tempistiche legate alla smilitarizzazione, concordate tra IDF, ISF, garanti e USA, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, Egitto o i loro cittadini. In pratica, le DF consegnerà progressivamente il territorio occupato all’ISF secondo un accordo che avranno con l’autorità transitoria, fino al completo ritiro da Gaza, fatta eccezione per una presenza di sicurezza al perimetro che rimarrà fino a quando Gaza non sarà adeguatamente sicura da eventuali minacce terroristiche.

17) Nel caso in cui Hamas ritardi o respinga questa proposta, quanto sopra, compresa l’operazione di aiuti ampliata, procederà comunque nelle aree libere dal terrorismo consegnate dall’IDF all’ISF.

18) Sarà istituito un processo di dialogo interreligioso basato sui valori di tolleranza e pacifica coesistenza, per cercare di cambiare mentalità e narrazioni di palestinesi e israeliani, sottolineando i benefici che possono derivare dalla pace.

19) Man mano che la riqualificazione di Gaza avanzerà e quando il programma di riforme dell’Autorità Palestinese sarà portato a termine con fedeltà, le condizioni potranno finalmente essere pronte per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e lo stato palestinese, che riconosciamo come aspirazione del popolo palestinese.

20) Gli USA avvieranno un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico di pacifica e prospera coesistenza.

Mediatori di Qatar ed Egitto hanno incontrato Hamas per consegnare il piano di pace di Trump per Gaza. Il documento è stato ricevuto dai negoziatori di Hamas che hanno promesso di valutarlo con attenzione e dare una risposta. Nel frattempo, l’ANP ha accolto con favore il piano di Trump per fermare la guerra a Gaza, definendo “sinceri e determinati” i suoi sforzi. Arabia Saudita, Giordania, EAU, Indonesia, Pakistan, Turchia, Qatar ed Egitto hanno espresso sostegno all’iniziativa del presidente americano.


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