Trump a Sarasota non risparmia nessuno

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Trump a Sarasota

Donald Trump ha tenuto un comizio a Sarasota, in Florida. Durante il suo discorso l’ex presidente si è scagliato contro tutti, senza risparmiare nessuno. Ha attaccato il leader repubblicano al Sentato, Mitch McConnell, l’ex presidente Barack Obama e ovviamente il presidente Biden. Ha poi nuovamente affermato che le elezioni sono state una frode. Trump alla fine ha attaccato anche i pubblici ministeri di New York che hanno messo sotto accusa la Trump Organization.

Trump a Sarasota: cos’è successo?

L’ex presidente Donald Trump ha tenuto il suo terzo comizio da quando ha lasciato la Casa Bianca. Trump, parlando da Sarasota, in Florida, ha attaccato tutti, senza risparmiare nessuno. Nel suo discorso, durato 90 minuti, che si è concluso con il famoso slogan “Make America Great Again”, Trump si è scagliato contro il leader repubblicano della minoranza al Senato, Mitch McConnell, e l’ex presidente Barack Obama. Ha incolpato McConnell per la perdita al Senato dei repubblicani e ha poi definito Obama “divisivo”. Durante il discorso, l’ex presidente ha toccato alcuni dei sui temi preferiti, come il “defund the police”, l’immigrazione e la Russia. Ha attaccato i democratici, sostenendo che la sinistra radicale sta rilasciando migliaia di criminali e che il tasso di omicidi è il più alto mai registrato.  

Trump: le elezioni sono state una truffa

Trump si è di nuovo scagliato contro le elezioni, definendole ancora una volta una frode e che sono state “truccate”. Ha quindi definito “malato” il sistema elettorale americano, e ha affermato che lui sta cercando di salvare, e non di distruggere, la democrazia. The Donald si è poi chiesto perché così tante persone sono in prigione dopo il 6 gennaio.

The Donald attacca i pubblici ministeri di New York

Trump è poi partito all’attacco dei pubblici ministeri. Prima ha parlato del rapporto Mueller, l’indagine sulle interferenze russe alle elezioni presidenziali del 2016. Ha paragonato l’indagine a una nazione comunista che fabbrica accuse contro avversari politici. Poi si è scagliato contro i procuratori di New York che hanno messo sotto accusa la Trump Organization. Trump ha detto: “E’ un abuso di potere, solo per motivi politici, perché ho ottenuto 75 milioni di voti e forse di più. Vogliono perseguire solo me e i repubblicani perché ho combattuto contro la corruzione di Washington. Non perseguono i criminali ma vanno dietro ai benefit aziendali. Contro di me è una continua ‘character assassination’“.

Poi, minimizzando i reati fiscali contestati, ha aggiunto: “Perseguono la gente che lavora perché non ha pagato le tasse sulla macchina aziendale, ma per gli assassini e gli spacciatori invece va bene”. Ha infine sottolineato che i pubblici ministeri non hanno perseguito il presidente Biden o suo figlio, Hunter Biden, né Hillary Clinton o la sua organizzazione.


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