Truman Capote: l’uomo che visse l’arte

L'arte di essere arte

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Truman Capote è il mio nome. Sono l’uomo che visse l’arte e visse per l’arte creando l’arte dell’arte. Non è confuso se ci pensate. Semplicemente mi sono calato nella sua essenza per far si che il mio “io” diventasse essa. La mia infanzia mi ha tradito: genitori separati e una madre che saltava da un letto all’altro, ma chi se ne importa! Il gusto era rubarle il profumo. Credo che la vita stessa scelse di farmi essere Truman Capote: con i miei trabocchetti emotivi, il mio gusto per il proibito in quei tempi dove il proibito era il mio gusto. Con il mio voler essere tutto perfettamente in tutto.

Truman Capote: l’uomo che visse l’arte

Truman Capote la mente

Io sono l’oblio non cercate altrove! Volete immergervi nei meandri della mia perenne allegoria? Servitevi alla fonte della mia sapiente funamboleria estetica. Giornalista, scrittore, dialoghista, sceneggiatore, drammaturgo, attore e tanto tanto tanto di più: sono quello che voi vorreste essere ma non avete il coraggio di esserlo. Stolti! Guardate alla mia maestria con disprezzo e superbia, ma ciò che la mia maestria crea è un’arte dove specchiarcisi può ferire. I miei articoli sono amari come il sangue che amate vedere nelle strade di Los Angeles: la città dei miei angeli se mi riuscite a comprendere.

Il vincitore

Al mio fianco ci sono sempre i miei cari amici: Ronald Reagan, Tennessee Williams, Jackie Kennedy, Andy Warhol e Humphrey Bogart. Ora si che ci divertiamo! Tra cinema in Colazione da Tiffany, la mia letteratura “A sangue freddo” e la mia vita è un meraviglioso funambolico eccesso. I miei colori solo pochi possono vederli per il resto: rimanete ciechi poveri sfigati superbi e bigotti. Oggi è il 25 agosto 1984: adieu mon cher.

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