Troy: “L’Iliade” rinasce sul grande schermo per un vero e proprio kolossal

"Troy" è un film tratto dall'Iliade, ma che pur rispettando la trama fondamentale porta la narrazione verso strade differenti rispetto al poema epico.

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“Troy” è un film di genere epico del 2004, diretto da Wolfgang Petersen e sceneggiato da David Benioff. Il film include un cast a dir poco stellare: Brad Pitt, Orlando Bloom, Eric Bana, Diane Kruger, Brian Cox, Sean Bean e tanti altri. Si tratta di un lungometraggio liberamente basato sull’Iliade, il celeberrimo poema epico di Omero che narra le vicende riguardanti la Guerra di Troia: le differenze con il poema, e quindi con la mitologia ed anche la vera storia greca, sono molteplici. Il film ha incassato quasi mezzo miliardo di dollari al botteghino.

TRAMA: nel 1200 a.c Agamennone è il re di tutte le città-stato della Grecia tranne una, Troia. Quando il principe Paride si invaghisce di sua moglie Elena e la rapisce, il re ha quindi la scusa perfetta per dichiarare guerra alla città: se seguirà una terribile e lunga guerra in cui la Grecia può contare sulla presenza nel suo esercito del semidio Achille, figlio della ninfa Teti. Achille è stato reso quasi invincibile da sua madre attraverso un’immersione delle acque del fiume Stinge, ma ha un unico punto debole: il tallone, rimasto allora fuori dalle acque. Nel contempo, il soldato è molto insofferente verso Agamennone, per cui nulla è scontato nell’esito delle battaglie…

VALUTAZIONE: con una regia giustamente pomposa, una sceneggiatura all’altezza della situazione e delle ottime interpretazioni da parte degli attori coinvolti, dal punto di vista strettamente cinematografico “Troy” è un film che funziona, un lavoro epico che annoia chi non apprezza il genere ma è in grado di intrattenere molto bene chi invece lo apprezza. Ciononostante, non si può non ignorare la presenza non solo di errori nella mitologia ma perfino in alcuni fatti di rilevanza storica: sintomo di uno dei brutti vizi di Hollywood, quello di creare opere basate su importantissimi lavori internazionali senza però prestare troppa attenzione a rendere un corretto omaggio all’originale. Passi la visione distorta di alcuni personaggi, trasformati da positivi in negativi o viceversa (è giusto che il regista dia una sua lettura alla storia) ma cambiare l’esito di avvenimenti fondamentali e modificare dettagli importantissimi riguardanti molti personaggi è un qualcosa che non si può accettare in un film che, per quanto sia un caso particolare, è pur sempre una trasposizione di un’opera letteraria.

Di seguito il trailer.

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