Trovato Italus, l’albero più antico d’Europa

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Si chiama Italus l’albero più vecchio d’Europa scoperto all’interno del territorio del Parco Nazionale del Pollino ubicato a cavallo di Basilicata e Calabria, tra le province di Cosenza, Potenza e Matera, parco naturale riconosciuto dall’UNESCO. L’imponente pino loricato, o in termini scientifici pinus heldreichili, questa la specie dell’imponente pianta appartenente alla famiglia delle pinacee, famiglia endemica diffusa principalmente nei terreni montani dell’Europa meridionale, è un orgoglio tutto italiano che per grazia o scherzo del destino è nato 1230 anni fa nell’area verde che meritatamente elogia questo matusalemme vegetale, il Parco del Pollino è infatti il parco naturale più grande d’Italia dell’estensione di più di 192000 ettari seguito subito dopo dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni situato nella provincia di Salerno, che però può essere considerato come una lega di parchi.

Italus

Il pino non poteva scegliere quindi luogo migliore per crescere, il Parco del Pollino è uno delle poche zone verdi in Italia e in Europa che può accoglierlo e rendergli i dovuti ossequi che l’antico albero merita. Non per niente l’albero è stato chiamato Italus, è stato soprannominato così proprio in ricordo all’Italia che dal nome dell’eroe eponimo Italo, sovrano del popolo degli Enotri, civiltà stanziale in territorio calabro, ne ha assunto il nome. Il pino, nonostante abbia oltre 12 secoli di vita, si trova in ottima forma e continua a crescere proprio su quel fazzoletto di terra che l’ha ospitato per tutto questo tempo e che continua a sostenere il suo peso sempre più possente.

Gianluca Piovesan

A stabilire con precisione l’età dell’albero è stato un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Gianluca Piovesan dell’Università della Tuscia, professore esperto di ecologia boschiva, pianificazione paesaggista forestale e paleoecologia, il quale, assieme alla sua equipe, ha datato il vecchio pino attraverso la tecnica della dendrocronologia, ossia lo studio degli anelli di crescita. Non ottenendo dalla tecnica della dendrocronologia risultati sempre affidabili e precisi, soprattutto per certi tipi di piante, si è deciso di accompagnare a questo tipo di studio l’analisi al radiocarbonio. In questo modo si è riusciti a datare precisamente il pino loricato che si è certi ora surclassare in età il famoso olivo sardo scoperto nel terreno di Luras in territorio sassarese venuto alle cronache per essere stato considerato vecchio di 4000 anni, studio che invece è stato rivalutato e ha portato all’accertamento che quest’ultima pianta sia in realtà più giovane dell’albero del Pollino.

Olivo di Luras

Grazie ad una ricerca al radiocarbonio condotta sugli ulivi del Getsemani a Gerusalemme da Mauro Bernabei, studioso del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) presso l’IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del legno e delle Specie Arboree), ci si è resi conto che il pino loricato del Pollino è più antico perfino delle piante dell’orto biblico degli ulivi i più antichi dei quali risalgono a circa 1100 anni fa, ormai sembrano essere scomparsi tutti gli esemplari che avrebbero assistito Cristo le ore prima della passione, anche se è probabile che, avendo l’ulivo una grande capacità pollonifera, le attuali pianti dell’Orto degli Ulivi sono i discendenti di quegli stessi esemplari vissuti in Terra Santa al tempo di Gesù.

Getsemani

Per avere un’idea di quanto Italus sia vecchio, si fa presente che è stato ed è tuttora testimone di innumerevoli cambiamenti e rivoluzioni sociali e storiche, era presente quando si intessevano rapporti di pace e si dichiaravano guerre, dalle antiche crociate sino alle due grandi guerre mondiali che hanno infiammato il mondo e le coscienze umane, quando Carlo Magno decise di fondare il Sacro Romano Impero lui c’era, quando venivano al mondo Giotto e San Francesco, Dante, Petrarca e Boccaccio, Tasso, Ariosto e Boiardo lui c’era, e esisteva anche quando le signorie rinascimentali tramavano intrighi di corte e quando Leonardo da Vinci dipinse la Gioconda, quando Oliver Cromwell assunse il potere rivoluzionario in Inghilterra, quando con la rivoluzione francese vennero ghigliottinati i coniugi reali Luigi XVI e la moglie Maria Antonietta, avvenimento che portò al comando il generale Napoleone, quando si creò l’Italia Unita e si cercava in quegli stessi anni in tutt’Europa di ottenere l’indipendenza nazionale e quando le lotte per l’indipendenza coloniale, l’uguaglianza e i diritti civili di diffusero in tutto il mondo, Italus insomma ha visto passare davanti a sé le sorti umane di milioni di persone, popoli e individui. Fino ad ora l’albero ha trovato terreno fertile e sicuro grazie alla protezione dai venti e dalle intemperie di un costone roccioso a duemila metri d’altitudine che permette di mitigare le condizioni meteorologiche soprattutto d’inverno e proteggerlo dalle calamità naturali.

Mappa del Parco del Pollino

Almeno per il momento il luogo preciso di identificazione del secolare albero è tenuto segreto, soltanto gli esperti, scienziati o guide escursionistiche accreditate conoscono l’esatta localizzazione di Italus, tutto questo per impedire a curiosi inesperti o a persone malintenzionate di rovinare il prezioso patrimonio non solo naturalistico e ambientale ma anche di valenza culturale che questo straordinario esemplare di pino loricato possiede, portandolo con sé, trattenendolo in sé, nei segreti della sua veneranda corteccia. Ma non basta tutelarlo in questa maniera, la tutela deve riguardare un settore molto più vasto, quello dell’ecologia e della sostenibilità ambientale, poiché sarebbe inutile voler curare un essere vivente se non si ha rispetto dell’ambiente in cui esso vive. Se si vuole perciò avere la curatela di questo bene materiale ma inestimabile patrimonio dell’umanità che è l’Italus, si devono studiare soluzioni a più ampio raggio che riguardano il benessere ambientale in generale, dell’aria e del suolo.

Esempio di analisi dendrocronologica

Ecco perché il pino non è solo memento di storia e costumi ma diventa anche il nostro scopo concreto di tutela paesaggistica, un monito concreto, purtroppo non bastando quello astratto del significato di ambiente e natura, di ciò che significa tutela ambientale. Se infatti per cause ambientali dipendenti a una cattiva gestione ecologica l’albero dovesse scomparire, l’imputabilità è dell’uomo, non del caso, di conseguenza con l’albero verrebbe a sparire un simbolo rappresentante di un pezzo della cultura italiana, europea e mondiale, evento davvero riprovevole se appunto verificantesi per motivazioni derivate dal menefreghismo sociale.

Italus

Un bene prezioso come Italus merita soltanto che ossequi, in quanto ammonimento che essendo la vita umana un granello di un qualcosa di molto più grande dal vivibile e dal conoscibile rappresentato dal vetusto pino, l’uomo, che proprio in considerazione del fatto che c’è qualcosa di più grande e forte di lui, non è tenuto a sprecare con meri desideri di perfezione, di austerità e di potenza ogni singolo briciolo della propria esistenza in questo mondo. L’albero quindi si trasfigura anche in un modo di pensare la vita, la morte e l’eternità, volendo ha in sé qualcosa di religioso e di mistico, è una preghiera verso l’infinito, un infinito insondabile che Leopardi è riuscito a descrivere nei suoi versi ricchi di vibrante timore, quiete e reverenza. Augurando ancora lunga vita all’albero del Pollino, Italus raccoglie quindi simbolicamente corona e scettro dell’albero più antico d’Europa fino a quando forse qualcun’altro esemplare ancora sconosciuto di chissà quale specie vegetale non lo spodesterà.

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