Trovati i resti di una nuova specie di dinosauro

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Secondo il team di scienziati argentino ecuadoregni che ha condotto le ricerche guidati da Galo Guaman, ricercatore presso il Departamento de Geologìa y Minas e Ingenierìa Civil della UTPL o Universidad Técnica Particular de Loja, città capoluogo di provincia e nona città più popolosa dell’Ecuador, i resti fossili ritrovati in Ecuador apparterrebbero ad una nuova razza di dinosauro.

Stemma della Universidad Técnica Particular de Loja

Lo scheletro dell’animale, scoperto a circa una cinquantina di chilometri al confine con il Perù e purtroppo rinvenuto incompleto, fa ritenere ai più avvezzi alla branca paleontologica che il dinosauro sarebbe stato ricoperto da una corazza, una sorta di struttura protettiva in materiale biologico resistente, quasi probabilmente composta di materiale osseo dalla particolare conformazione a calotta, che è possibile fosse stata ricoperta da spuntoni tenaci e resistenti. Tale circostanza ha portato i ricercatori a stabilire con assoluta sicurezza che la specie di sauro che inizialmente si trovarono a sterrare e successivamente che sottoposero ad accurate analisi, studi ovviamente ancora in via di sviluppo e più approfondito accertamento, si tratti di un erbivoro poiché gran parte se non una buona maggioranza dei dinosauri fitofagi possedeva esattamente un esoscheletro protettivo simile a quello del nuovo dinosauro, ribattezzato in nome scientifico Yamanasaurus lojaensis, in onore ed in funzione dell’area geografica di appartenenza. Chiaramente per constatare l’appartenenza ad una nuova tipologia di sauro gli studiosi, al cui occhio clinico non sono sfuggiti particolari rilevanti quali la grandezza delle ossa, le loro dimensioni comprese la struttura e la conformazione dei resti stessi nonché la loro impostazione e i vari incastri e saldature articolari, sono stati gli spettatori, attivi esaminatori, di quello che nella storia della paleologia e della paleontologia non aveva precedenti.

Galo Guaman

Lo scheletro fossile, pervenutoci mancante di alcune parti che gli scienziati sono comunque riusciti a colmare in base all’analisi incrociata dei dati posturali, biologici e riguardanti la grandezza e di conseguenza la stazza in primo luogo, si è infatti rivelato essere diverso, per quanto simile per alcuni aspetti come per esempio la cupola protettiva dorsale e l’impostazione motoria, rispetto ad ogni altro dinosauro conosciuto o citato sui manuali di saurologia. Solitamente si è tenuti a pensare ai dinosauri aventi calotte scheletriche esterne come specie di sauridi erbivori di grandi dimensioni, quale per esempio fra gli altri l’anchilosauro o il famosissimo triceratopo, sebbene esso più che una corazza dorsale avesse una protezione ossea a corona della testa, ma con la scoperta attuale i profani si ricrederanno in quanto lo Yamanasaurus lojaensis era una dinosauro dalla grandezza medio piccola. Dopotutto, e forse ancor più a maggior ragione, anche le piccole lucertole arcaiche avevano bisogno di un involucro protettivo, se è pur vero che per le creature ridotte era più facile nascondersi dai loro rivali predatori in mezzo alla boscaglia delle antiche foreste al contrario dei grandi colossi che erano più pesanti, impacciati e magari più lenti, anche i piccoli dinosauri non erano certo immuni dai pericoli, una buona sicurezza era dunque necessaria soprattutto se si trattava di erbivori abbastanza lenti.

Ricostruzione dello Yamanasaurus lojaensis

Facente comunque parte della famiglia dei titanosauri, gruppo eterogeneo di dinosauri sauropodi detti saurischi appartenente al clade dei titanosauriformi che comprende gli ultimi sauropodi evolutisi prima della grande estinzione del cretaceo, a dispetto della classificazione in questa linea filogenetica lo Yamanasaurus lojaensis si è evoluto come creatura piuttosto ridotta, soprattutto a confronto con i suoi mastodontici cugini. Quadrupede Lungo 6 metri e alto 2, è vissuto poco prima dell’impatto del meteorite che causò l’estinzione massiva dei dinosauri, o evento definito K-T in gergo tecnico, avvenimento catastrofico avvenuto più di 65 milioni di anni fa, precisamente circa 85 milioni di anni addietro.

Un resto scheletrico del dinosauro

Ad accreditare l’ipotesi, ormai certa, che si tratta di una specie nuova e dunque diversa da quella dei sauropodi saltasaurus sinora conosciuti che abitavano l’antico territorio argentino, è stata l’analisi delle vertebre condotta dal paleontologo argentino Sebastian Apesteguia, il quale si è servito, accompagnato ad un accurato studio visivo da cui si è ricavata la dimostrazione della piccola taglia dell’animale in base alle due vertebre sacrali, delle ossa della coda e della tibia, ossa di relativamente ridotte di dimensioni, anche della tecnica tomografica.

Perfettamente adattato alla flora degli spazi in cui viveva, luoghi che in epoca preistorica sono stati calcolati avere una vegetazione che si aggirava attorno ai tre metri d’altezza, riusciva con l’espediente della stazza compatta a mimetizzarsi da eventuali carnivori. Oltre a essere il primo ritrovamento in Ecuador di una certa rilevanza di fossili di dinosauro, il significato di questa scoperta ha una portata più ampia, finora nell’area dello Yamana non erano stati trovati reperti di questo genere. Sebbene è stato effettuato nel 2017 ad opera di un contadino nella campagna di Yamana, territorio al confine con il Perù, il ritrovamento e in particolar modo le conclusioni a cui sono pervenuti gli scienziati è stata diramata con forza in questi giorni.

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