Trovati i resti dell’Heracles Inexpectatus, il pappagallo più grande del mondo

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La scoperta ha fatto il giro del globo, in un sito paleontologico della Nuova Zelanda sono in corso gli studi sui resti del pappagallo più grande del mondo. Il gruppo di ricerca internazionale guidato dagli scienziati dell’Università Flinders di Adelaide in Australia in collaborazione con i colleghi biologi e chimici esperti di scienze della Terra del Pangea Research Centre School of Biological, Earth and Environmental Sciences dell’Università del Nuovo Galles del Sud e del Museo Canterbury di Christchurch della Nuova Zelanda, è incredulo per il ritrovamento del volatile, un uccello gigante appartenente alla famiglia degli psittaciformi risalente al periodo preistorico del Miocene, quindi vissuto all’incirca tra i 19 e i 20 milioni di anni fa, che il team ha voluto chiamare Hercules Inexpectatus proprio per l’inattesa scoperta delle ossa e per la stazza di tutto rispetto dell’animale. Se con i primi ritrovamenti fossili risalenti al 2008 si pensava si trattasse delle ossa di un’aquila di enormi dimensioni, oggi grazie a nuove e più precise e attente ricerche comparate si è giunti alla conclusione che si tratta proprio di una specie finora non nota di antica razza psittacide. Infatti, secondo quanto dichiarato dal professor Trevor H. Worthy, docente presso il College di Scienze e Ingegneria dell’Ateneo australiano, sulle tappe del ritrovamento e le modalità di lavoro per quanto riguarda l’accreditamento di una nuova razza, i problemi sono risultati innumerevoli così da complicare il compito degli scienziati che è stato davvero arduo, perché:

“Una volta stabilito che si trattava di un animale sconosciuto, la sfida era capire da quale famiglia provenisse. Poiché non erano stati scoperti pappagalli giganti in passato, ci è voluto del tempo per differenziarlo da tutti gli altri uccelli e stabilire che, dato l’insieme unico di caratteristiche, si trattava definitivamente di un pappagallo”

Con il ritrovamento dell’uccello più grande vissuto sulla terra mai conosciuto si è riusciti a ricostruire una parte fondamentale dell’evoluzione della specie, un ulteriore frammento mancante prima di questo ritrovamento è finalmente venuto alla luce, grazie al quale si possono ora riuscire a comprendere meglio le modalità, i fattori e le tempistiche delle modificazioni somatico genetiche che hanno portato ai cambiamenti delle razze di pappagalli in particolare e del mondo animale in generale.

Heracles Inexpectatus

Il fossile, unico nel suo genere, ha portato gli scienziati alla già accertata opinione, pubblicata sulla rivista Biology Letters, che l’uccello dovesse essere alto circa un metro del peso di sette chilogrammi, una taglia davvero portentosa considerando che uno dei suoi diretti discendenti, il cacapò, insieme all’ara giacinto uno tra i più grandi e robusti pappagalli viventi, misura soltanto la metà dell’ormai estinto Hercules. Quest’ultimo, come anche il cugino Strigops habroptila, nome scientifico del cacapò, era una specie di pappagallo troppo pesante da consentire all’uccello di spiccare il volo.

Cacapò

Come sostiene il professore Trevor H. Worthy insieme ai colleghi paleospecialisti, in base agli studi multidisciplinari condotti sul fossile, l’Heracles ritrovato nel sito di Saint Bathans, località situata nella regione mineraria dell’Otago da decenni luogo di continue nuove scoperte palontologiche avicole, per l’impossibilità al volo era un pappagallo terricolo, perciò un abile corridore capace di vivere e muoversi agevolmente negli strati più bassi delle umide foreste subtropicali che a quel tempo caratterizzavano il territorio del continente oceanico. Sebbene la sua alimentazione sia in gran parte sconosciuta gli studiosi credono conducesse una dieta onnivora, poiché come afferma Worthy, quasi tutti i pappagalli sono vegetariani:

“Ma quando gli animali sono più grandi, sono predatori. Era così grande che avrebbe richiesto una notevole quantità di calorie al giorno”

Esigenze energetiche che avrebbe dovuto ottenere non solo mediante erbe, noci o bacche, ma mediante una dieta ancora più ricca che comprendeva anche piccole prede. Per i motivi nutritivi sopraddetti che lo facevano essere anche un atipico cacciatore, aveva un becco fortissimo che gli consentiva di tranciare, strappare e sradicare praticamente qualsiasi pianta di cui andava ghiotto e che perciò gli serviva anche per procacciarsi alimenti non vegetali. Non sarebbe l’unico di pappagallo a cibarsi di carne e proteine di origine animale provenienti da insetti o piccole specie zoologiche, poiché ancora oggi esistono razze di pappagallo neozelandese che si nutrono di specie marine. Si ritiene inoltre che l’Hercules fosse anche cannibale in quanto si suppone si cibava di altri pappagalli. L’Australia, la Nuova Zelanda e gli arcipelaghi oceanici sono ricchi di biodiversità e di sorprendenti ramificazione evolutive uniche al mondo, infatti animali dalle rare caratteristiche non vivono se non in questi posti. Animali come l’Heracles si sono evoluti e sviluppati fin quando le condizioni di sopravvivenza consentivano loro la vita e fintanto che non vennero piano piano eliminate dai predatori naturali e soppiantate così da altre razze più adatte alla vita negli inospitali ambienti che ormai non permettevano più la convivenza delle specie meno predisposte alla’adattamento, come avvenne per il pappagallo gigante con altre specie ostili.

Rapporto di grandezza in confronto all’Heracles Inexpectatus

Tra le specie ormai estinte incapaci di volare a causa del loro gigantismo, alcuni davvero simili all’Heracles per stazza e unicità come il dodo delle Mauritius, il cui ultimo esemplare è scomparso soltanto alla fine del XVII secolo, ricordiamo il moa, un tipo di volatile paragonabile allo struzzo, gli adzebill, un particolare tipo di oca gigante e gli uccelli elefante del Madagascar, pinguini grandi come uomini, mentre l’aquila gigante di Haast era un uccello rapace carnivoro in grado di cacciare in volo. La maggior parte di essi si estinse a causa della caccia spietata perpetrata dall’uomo e dall’introduzione di predatori alieni molti dei quali portati dagli insedianti europei, perciò non comuni nelle terre della Nuova Zelanda. Ad oggi il rischio di estinzione per il cacapò è elevato, quindi l’uomo, per salvaguardare i magnifici esemplari della specie cacapò impedendone l’estirpazione dall’infinita biodiversità terrestre, dovrebbe imparare dalla storia umana e naturale nonché dagli importanti insegnamenti di cui l’Heracles Inexpectatus si fa portatore.