PANAMA CITY- DONNA CADE DAL 27ESIMO PIANO NEL TENTATIVO DI FARE UN AUTOSCATTO

Una donna portoghese, di anni 44, madre di due figli: è l’ennesima vittima della morte-per-selfie. Sandra Manuela Da Costa Maceido,originaria di Braga nel nord del Paese, si era seduta sulla ringhiera di un balcone al 27esimo piano della Luxor Tower per farsi un selfie, forse per riprendere il panorama della città alle sue spalle. La ringhiera troppo bassa, il vento troppo forte, probabilmente proprio a causa di un colpo di vento, ha perso l’equilibrio ed è caduta nel vuoto.

Il video dell’incidente è ormai virale, da quando un utente lo ha pubblicato su Twitter. Il drammatico accaduto è avvenuto nel l quartiere residenziale del Cangrejo. L’uomo si era soffermato sul palazzo e nel suo filmato ha ripreso, casualmente, gli ultimi istanti della donna.

Un recente studio dell’All India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi ha rivelato 137 incidenti in tutto il mondo, che hanno visto la morte di 259 persone mentre tentavano di fare un selfie tra ottobre 2011 e novembre 2017.
Lo studio ha affermato che oltre il 72% dei morti erano uomini e che l’annegamento era la causa più comune di morte durante un tentativo di selfie.
L’età media è risultata di meno di 23 anni, con le dovute eccezioni: a calcolarlo è l’università Carnegie Mellon, in Pennsylvania. Il numero più alto di morti è stato riportato dall’India, che ha quasi metà degli incidenti, seguita da Russia, Stati Uniti e Pakistan.

Nel 2013 “Selfie” è stata la parola dell’anno: una moda, un fenomeno culturale, una mania che ha contagiato vip, potenti e persone qualunque, a distanza di anni, la stessa parola si avvicina molto al termine “morte“.
Un selfie a costo di tutto, della stessa vita, dovrebbe esserci un divieto per diminuire una morte così banale, irresponsabile e fatale.
«Non rischiare la vita per un selfie. È più importante perdere un minuto nella vita che la tua vita in un minuto», ha twittato la Polizia di Panama. 

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