Troppa tecnologia a bordo: e la sicurezza è compromessa

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I touchscreen dei nuovi sistemi infotainment, gli smartphone: c’è davvero troppa tecnologia a bordo delle nuove auto. E il rischio di distrazioni al volante aumenta.

C’è davvero troppa tecnologia sulle auto?

Sappiamo che nelle auto più moderne ci sono schermi touchscreen, aggiornati con gli ultimi sistemi di infotainment e spesso connessi con i nostri dispositivi personali. Con tante funzionalità a disposizione, è normale che ci sia la tentazione di scoprire e maneggiare, ma la raccomandazione è sempre quella di farlo ad auto ferma. Non tutti però seguono il buonsenso. E allora la domanda è: la colpa è sempre della troppa tecnologia?


La tecnologia delle automobili per gli utenti è inutile


Una gestione difficile

Secondo Ian Jack, capo degli affari pubblici della Canadian Automobile Association, sì. “Sta diventando sempre più difficile gestire tutte le superfici cliccabili all’interno del proprio veicolo. È aumentata la quantità di distrazioni offerte dalla tecnologia, e questo è davvero il succo del problema” afferma in un’intervista sul Canadian Press. Il suo parere è che tecnologie sempre più complesse sulle nostre auto sovraccaricano il nostro cervello di informazioni, e ci offrono diverse forme di intrattenimento… ma al momento sbagliato, cioè quando dovremmo concentrarci sulla nostra sicurezza e su quella di chi viaggia sulla nostra stessa strada.

48 secondi di distrazione

C’è a tal proposito uno studio realizzato dall’Università dello Utah congiunta alla AAA Foundation, riportato da CarScoops. Secondo questo, alcune funzioni dei sistemi di infotainment odierni possono richiedere al conducente tutta una serie di comandi che, in complessivo, possono arrivare a far perdere ben 48 secondi di distrazione: quanto basta, spesso, a provocare un incidente. L’unica soluzione sarebbe l’obbligo di regolazione di dette funzioni a motore spento o ad auto ferma: questo limiterebbe al minimo le distrazioni. Come sempre, concludendo, tutto si riconduce al buonsenso dell’automobilista, che troppo spesso viene meno alla guida.