Tropea- giornalista aggredita da negoziante cinese

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L’Italia è un paese multietnico si sa. Accogliamo profughi, extracomunitari, stranieri ben integrati. Insomma un calderone di culture e usanze che finché si resta nel massimo rispetto non infastidisce ma anzi aiuta alla conoscenza e all’accettazione di altri “mondi”.

Negli ultimi anni l’arrivo dei cinesi ha fatto un grande boom, tanto che non esistono paesi o città italiane senza almeno un negozio cinese. E anche la meravigliosa Tropea, il paesino alla punta del nostro stivale ha accolto a braccia aperte gli asiatici senza mai soppesare le differenze culturali. Tuttavia ieri pomeriggio è stata ripagata con un gesto indegno e sprezzante che suscita reazioni tra rabbia e sconcerto.

Una donna, Betty Colace, ben nota nel paese in quanto giornalista pubblicista ben voluta dai suoi compaesani, era a spasso con suo figlio ed è entrata in un negozio cinese per fare degli acquisti. Ha preso un paio di guanti, li ha misurati e da persona civile ed educata qual è si è recata alla cassa per pagare. La persona che era alla cassa, una donna cinese, si è subito infastidita accusando Betty di aver girato i guanti al rovescio e con un gesto sprezzante glieli ha tirati di mano  graffiandola.

Betty crede molto nella civiltà e nel rispetto così ha fatto notare alla negoziante il graffio appena ricevuto, ma non ha sortito la reazione sperata. É stata cacciata via dal negozio, e quando sull’uscio della porta a finto di chiamare federconsumatori l’aggressione dell’asiatica è continuata. Quest’ultima infatti le si è avvicinata e ha iniziato a strattonarla sotto gli occhi scioccati e sgomenti del figlio di Betty, un ragazzo di 34 anni disabile.

La giornalista si è vista presa alla sprovvista e l’unica cosa che è stata in grado di fare è richiamare l’attenzione di una donna alla guida di un’auto, nella speranza che i modi sgarbati e squallidi della cinese terminassero.

Lo choc per l’accaduto è stato tanto, Betty è ben consapevole di non aver fatto nulla di male, ha la coscienza a posto e soprattutto sa di non aver indispettito né mancato di rispetto alla cinese. Tuttavia sorge spontaneo chiedersi perché nonostante la solidarietà e l’accettazione degli italiani, gli stranieri riservano a questi ultimi trattamenti poco consoni.

La giornalista, a cui ci si unisce solidali per il torto subito, non si fermerà certo qui. Ha tutto il diritto di rivolgersi alle forze dell’ordine e ottenere ciò di cui ha diritto. Ma prima di ciò spera di poter inviare un messaggio a tutti, italiani o stranieri che leggeranno l’articolo. Siamo tutti uguali a questo mondo e come tali ognuno merita il rispetto e l’educazione che lei stessa riserva agli altri. Ma ovviamente la domanda è lecita: che paese stiamo diventando se non esiste più la solidarietà e la bontà di una volta?? Non siamo più i padroni della nostra terra.

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