Trento approva la “protezione temporanea”

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La città di Trento é ufficialmente diventata da ieri “città rifugio“, luogo nel quale temporaneamente (dai 3 ai 9 mesi) donne e uomini difensori dei diritti umani e civili nel paese di origine, possono trovare un riparo sicuro per scappare (in attesa di un cambio della situazione politica e/o socio-economica) dalla repressione dei governi che li vorrebbero incriminati. La mozione per la protezione temporanea, che ha visto come prima firmataria la consigliera del Partito Democratico (PD) Roberta Zalla, é stata approvata dal Consiglio Comunale di Trento con 22 voti a favore e 3 astenuti.

La mozione passata in Trentino definisce come difendore “colui o colei che si oppone a dittature e regimi oppressivi, chi si batte per la libertà di espressione, chi lotta contro la discriminazione e le ingiustizie, chi documenta abusi dei diritti umani e chi difende l’ambiente e la terra dalle attività di imprese estrattive o dalla costruzione di grandi infrastrutture principalmente in paesi dell’America Latina quali Colombia, Brasile, Messico come testimoniato dagli ultimi rapporti di Amnesty International e FrontLine Defenders. Le difensore e i difensori dei diritti umani sono il volto visibile di movimenti, organizzazioni, comunità, popoli che rivendicano il proprio diritto a esistere, a mobilitarsi, a difendere la propria dignità e per questo sono spesso in pericolo. Subiscono minacce, attacchi fisici, intimidazione, campagne di diffamazione, montaggi giudiziali, arresti arbitrari, e alcune volte il loro impegno a difesa dei diritti umani comporta perdere la vita. (…)L’Unione Europea ha predisposto una Piattaforma di coordinamento per l’asilo temporaneo dei difensori dei diritti umani, a cui hanno aderito vari governi, istituzioni e organizzazioni non governative, e ha fornito le linee guida per organizzare programmi di protezione dei difensori (Ensuring protection – European Union Guidelines on Human Rights Defenders, 2004). Alcuni governi europei hanno già aderito a tale piattaforma promuovendo programmi di protezione per difensori dei diritti umani e di “asilo temporaneo” per chi dovesse decidere di lasciare (come extrema ratio) il proprio Paese di origine per un determinato lasso di tempo. Nel 2012 il Governo ha lanciato un’iniziativa chiamata “Città Rifugio”, cioè la possibilità per una difensora o un difensore di lasciare per un breve periodo (dai 3 ai 9 mesi) il suo Paese in un momento di particolare rischio e trovare rifugio in un Paese terzo”.

In Italia la città di Trento é stato il primo comune ad approvare una mozione simile (il 31 gennaio 2018 era stata la Provincia Autonoma di Trento ad approvare in generale la prima mozione a difesa delle e dei difensori di diritti umani da parte di una istituzione italiana).

Al momento non sembra ancora chiaro cosa accaddrà alla fine deglo eventuali 9 mesi di ospitalità, se l’attivista dovrà uscire dal paese o se la sua permanenza potrà essere trasformata automaticamente in richiesta di protezione internazionale o in altri possibili documenti che permettono un soggiorno regolare sul territorio italiano. L’auspicio é quello che molte altre realtà seguano l’esempio trentino, facendo diventare questa una prassi abituale in tutto il territorio nazionale, processo già avvenuto precedentemente ad esempio nei Paesi Bassi, oggi paese modello nella gestione delle protezioni tenporanee.

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