Trattato di Lunéville: 1801 – pace tra Francia ed Austria

0
2158

Il 9 febbraio 1801, il Trattato di Lunéville definisce la pace tra la Repubblica Francese ed il Sacro Romano Impero. A fronte di ciò, i firmatari dell’accordo sono Giuseppe Bonaparte (fratello di Napoleone, Re di Napoli e Spagna) e Johann Ludwig von Cobenzi (conte e politico austriaco). Nel 1800, le milizie austriache subiscono la sconfitta dall’esercito di Napoleone Bonaparte, nella Battaglia di Marengo. Di fatto, con gli scontri bellici di Lejeune della Seconda Coalizione consegue l’anno dopo, l’accordo di fine guerra tra Francia ed Austria.

Trattato di Lunéville: come avviene l’accordo di pace?

Il 14 giugno del 1800, nella Battaglia di Marengo, il generale delle truppe francesi, nonché Imperatore degli stessi sconfigge l’esercito d’Austria. A fronte di ciò, le truppe austriache mostrano la resa al generale francese, con la conseguenza della pace tra i due imperi. In verità, il Trattato di Lunéville sancisce il termine della Seconda Coalizione, con la Gran Bretagna unico Paese in guerra, contro la Francia.

Tuttavia, dall’accordo l’Austria (secondo le clausole del trattato) ha il dovere di rispetto ed osservazione delle regole del precedente accordo del 1797. Di fatto, l’antecedente Trattato di Campoformio prevede la liberazione delle proprietà austriache in Germania, di cui il Fricktal, che diventa area della Svizzera. Conseguono le espansioni francesi fino alle terre del Reno, con rinuncia delle proprietà tedesche, per l’altro lato est fluviale.

Inoltre, la divisoria di confine italiana avviene lungo le aree del fiume veneto Adige. Dalla costituzione della pace tra Austria e Francia, i due imperi sono in accordo sul rispetto di autonomia, delle rispettive Repubbliche: Batava, Cisalpina, Elvetica e Ligure. Per quanto riguarda le aree settentrionali italiane, il Trattato di Lunéville impone la decadenza dei territori appartenenti al Sacro Romano Impero, anche noti col nome di feudi imperiali. Lo stesso obbligo vale anche peri principati vescovili di Trento e Bressanone, che diventano annessione austriaca.

La Battaglia di Marengo

Il 14 giugno 1800, tra gli scontri bellici delle guerre napoleoniche, il generale francese Napoleone Bonaparte guida l’esercito, nella guerra della Seconda Coalizione. Mentre a capo delle milizie austriache c’è il generale Michael von Melas. Durante la guerra, gli scontri bellici avvengono nel territorio dell’attuale provincia di Alessandria, al tempo nelle vicinanze del fiume Bormida, nella regione ligure.

Di fatto, l’Austria decide l’attacco a sorpresa all’alba, con le truppe francesi prese d’assalto e Bonaparte che riesce in extremis a reagire, ad una quasi certa sconfitta. A sorpresa degli austriaci, l’esercito francese resiste con forza contro l’assalto dei nemici, fino all’aiuto di altri guerriglieri, con a capo Louis Desaix. Ecco che i rinforzi permettono a Napoleone Bonaparte di ottenere la vittoria. Di conseguenza, il giorno dopo il generale austriaco chiede l’armistizio alla Francia.