Trapianto d’organo: un retroscena inaspettato

Qual è il vero significato di un trapianto d'organo?

0
240

Trapianto d’organo: una sequenza di parole che a sentirsi fa venire la pelle d’oca. Essa dona una strana sensazione di enormità. In effetti non possiamo negarlo: non si tratta di un semplice intervento, di quelli che “al mattino entri in ospedale e nel tardo pomeriggio sei già fuori”. Questa è però la parte scontata.

Cuore trapianto d'organo

Perché, credetemi: un trapianto d’organo non è unicamente la sostituzione di un organo mal funzionante con uno sano. Piuttosto, si tratta di un vero e proprio sconvolgimento, dal punto di vista fisico e psicologico.
Attenzione: in questo articolo, però, non parleremo esattamente di questo. Molto probabilmente seguiranno altri articoli che descriveranno il trapianto d’organo da altri punti di vista.


AIDO- Associazione Italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule


Come infatti ogni elemento complesso, esso non può essere visto solamente da un lato.
Ci sono varie sfaccettature, sfumature e dettagli che caratterizzano quest’intervento.
Oggi, noi ci occuperemo di quelle più nascoste. Daremo una sbirciata nel retroscena di un trapianto d’organo, dove hanno luogo tutti quei fatti e quei pensieri celati dal mondo vigile.

Trapianto d’organo: un tuffo nella vita di chi l’ha subito

L’essere umano è dotato di curiosità. Fin da bambini, siamo abituati a esplorare il mondo nel quale siamo nati. Oltre che a farlo con l’ambiente circostante, non siamo da meno con le persone che lo abitano.
Quante volte ci accade d’incontrare un individuo che presenta una particolare patologia più o meno evidente, e porci delle domande su di essa?


Torino: per la prima volta realizzato con successo un trapianto di reni tra dializzati


Magari ci chiediamo come la vive. Quali sono le differenze fra la nostra quotidianità e la nostra. Oppure che cosa gli passa per la testa, quali sono i suoi pensieri in merito alla sua condizione.
Insomma, ci vengono in mente un sacco di domande. Domande che, nella maggior parte dei casi, rimangono taciute. E per fortuna. Perché non è mai educato né tantomeno rispettoso porre quesiti in merito ad argomenti così intimi e personali. E’ sempre meglio evitare di farlo.

Se la persona che abbiamo di fronte avrà di sua spontanea volontà voglia di parlarne, allora ascolteremo.
Solo ed esclusivamente in quel caso.
Torniamo a noi: il titolo di questo paragrafo prefigura un tuffo nella vita di una persona trapiantata.
Dunque, che dire? Beh, innanzitutto che non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Ogni persona è unica. E, naturalmente, esistono molteplici tipologie di trapianto d’organo. C’è chi lo subisce di rene, chi di cuore, di fegato e via dicendo. Chi arriva all’intervento dopo anni e anni in lista d’attesa e chi dopo un tempo più breve.

L’unicità del trapianto d’organo

Che cosa caratterizza questo tipo d’intervento? Qual è la vera peculiarità che lo distingue dalle altre operazioni chirurgiche?
Il fatto che non si tratta di una semplice correzione di un difetto. E, soprattutto: non riguarda unicamente un paziente.

Di fatti, che si parli di trapianto da cadavere o da donatore vivente, si tratta pur sempre di trasferire uno o più organi da un corpo a un altro.
In molti casi, prima di immergersi a pieno nell’esperienza del trapianto, non ci si rende conto dell’enormità di questo dettaglio, poiché non la si vede ancora.

Si sogna di ricevere quel “pezzettino in più” al fine di guarire e poter realizzare tutti quei sogni lasciati da parte. O, semplicemente, per possedere le energie necessarie per vivere una comune quotidianità.
E questo è normale. Chiunque vada incontro a un trapianto d’organo, si trova in una condizione difficile dalla quale necessita di sollevarsi.

pomoni trapianto d'organo

Una volta che però si arriva al fatidico giorno dell’intervento, fin dai primi istanti si ha una nuova consapevolezza: qualcuno ci sta facendo un dono. E non un dono qualsiasi. Non uno di quei regali che scartiamo con entusiasmo sotto l’albero di Natale, per poi quasi scordarcene pochi giorni dopo.

Niente affatto. Si tratta di un regalo talmente unico e prezioso che non esistono parole adatte per descriverlo. La penna che scorre sul foglio e la complessità della mente umana, sono in tutto e per tutto limitate per trovare un termine che rappresenti esattamente cosa significhi tutto ciò.

Un legame per la vita

E qui arriviamo seriamente al punto focale. Abbiamo già chiarito il motivo per il quale il trapianto d’organo sia così peculiare rispetto ad altri interventi.
Lasciatevi sorprendere ancora un po’.

Premetto ancora una volta, che ogni situazione è a sé. Non tutte le persone che subiscono un trapianto d’organo prova determinate emozioni nei confronti di ciò che ricevono e verso il proprio donatore. Specialmente, se si subisce l’intervento in tenera età, non ci si rende naturalmente conto di ciò che sta accadendo. Ragione per cui, non è detto che ciò che è descritto nei paragrafi successivi, si verifichi.

Alcune persone, una volta ricevuto quel dono, provano una gratitudine infinita.
Nel caso in cui si tratti di una donazione da defunto, è spesso tutto più ampliato. Ci si rende conto che siamo in vita poiché è avvenuta la morte di un’altra persona. E si trascorre il resto della vita sentendo quella persona dentro di noi.
E’ come se, oltre ad averci regalato quell’organo, ci avesse donato anche un po’ di se stesso.

Se il cambiamento fa comunemente parte della vita di tutti noi, cosa dire di uno sconvolgimento?
Beh, naturalmente anche quest’ultimo è intrinseco nelle nostro scorrere.
La differenza fra di essi, è che il cambiamento è solitamente graduale; comprende una serie di azioni che a poco a poco conducono a una o più modifiche.

Lo sconvolgimento, invece, impone un cambiamento repentino a chi lo subisce. Come un’improvvisa scossa di terremoto che arriva dal nulla e distrugge un’intera città.

La peculiarità del trapianto sta proprio nell’equilibrio fra sconvolgimento e cambiamento.
Arriva all’improvviso, facendo rumore. Come un tuono gigantesco. Poi si stabilisce dentro di noi. E instilla dentro l’organismo ospitante minuscole gocce di vita.
Le stesse gocce che, fluiranno insieme alla mente del trapiantato.

Commenti