Transizione ecologica: la fantasia del popolo italiano

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transizione ecologica

Ci penso e ripenso da ieri sera. Ministero per la transizione ecologica. Ci ripenso. Lo rileggo. Lo scrivo a penna. Niente. Non lo capisco. Succede come quando per un po’ ripeto la stessa parola e alla fine perde il significato originale. Solo che qui non serve ripeterlo molto e un significato originale da poter perdere non c’è.

Transizione ecologica: tutto cambia per non cambiare?

Pandemia. Stalllo di ogni iniziativa economica non legata alla pandemia. Cantieri fermi. Scuole chiuse. Scuole che cadono a pezzi. Infrastrutture sempre più arretrate. Smartworking. Internet appannaggio di pochi. Disoccupazione. Vaccinazioni lente. Sono solo alcuni dei problemi che mi vengono in mente in un minuto. Eppure no. Il nuovo futuro Presidente del Consiglio vede tra le priorità quella di creare un ministero per la transizione ecologica. Non sono una docente di italiano, ma so usare un dizionario, un vocabolario e credo di poter dire di avere una buona capacità di comprensione dell’italiano. Ad ogni modo potrei far fare questa analisi del testo anche a mia figlia di 11 anni.

Transizione: passaggio da una situazione a un’altra, sia in senso statico, come condizione intermedia definita, che in senso dinamico in quanto implichi l’idea di un’evoluzione in atto.

Ecologica: relativo o riconducibile all’ecologia: scuola e., metodo e.; fattori e., i fattori che determinano la distribuzione degli organismi sulla Terra. Che rappresenta una garanzia per l’ambiente.

Quindi in analisi l’aggettivo ecologica in questo caso è riferito al sostantivo transizione. Senza tanta fatica stiamo parlando di un cambiamento verso qualcosa che avverrà in modo rispettoso dell’ambiente. Transizione ecologica: cambieremo qualcosa in modalità amica della natura. Bello. Bellissimo. Ma cosa?


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Di cosa si occuperà un ministro della transizione ecologica?

Non di ecologia. O sarebbe stato un ministro per l’ecologia. Di base è un ministro della transizione, che in questo caso sarà di tipo ecologico. Quindi un ministro biodegradabile? O una transizione in cui invece di stampare documenti li mandiamo per email? Sempre che qualcuno si degni poi di leggere le email. Ad ora sappiamo solo una cosa: ci sarà uno spostamento da qualcosa verso qualcosa di diverso. Non sappiamo cosa. Ma sappiamo che non taglieremo alberi per farlo. Per ora all’orizzonte si vede solo una transazione da 23 ministri a 24. E ci stiamo andando in bicicletta.