Tra i cardinali del papa c’è il primo afroamericano

Il papa ha scelto i nuovi cardinali, ma la sua scelta non è casuale e tra questi troviamo anche il primo afroamericano

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nuovi cardinali

Papa Francesco ha scelto 13 nuovi cardinali. Tra questi, ha fatto scalpore la notizia del primo afroamericano a ricoprire un grado così alto all’interno della Chiesa. Secondo molti, si tratta di una strategia del Papa per alimentare la sua influenza nel gruppo che un giorno sceglierà il suo successore. I cardinali sono stati insediati con una cerimonia che è nota come concistoro. Questa è stata ridotta di molto a causa delle misure anti COVID-19.

Perché sono importanti i nuovi cardinali scelti dal Papa?

Nove dei 13 cardinali hanno meno di 80 anni. Questo significa che potranno scegliere il prossimo papa dopo la morte o le dimissioni di Francesco. Non ha scelto casualmente, la maggior parte dei nuovi cardinali condivide la sua visione della Chiesa. In ogni caso, si pensa che le scelte del Papa siano sempre state orientate verso il suo successore. Ha scelto accuratamente dei cardinali provenienti da paesi lontani, affinché chi verrà dopo di lui potrebbe essere un rappresentante di qualche minoranza. Basti pensare che 18 dei cardinali eletti provengono da paesi in via di sviluppo. Nonostante l’Europa abbia ancora il maggior numero di cardinali elettori, la sua rappresentanza è comunque in calo dal 2013. Anno in cui Francesco è diventato il nuovo papa. I nove nuovi elettori provengono da Italia, Malta, Ruanda, Stati Uniti, Filippine, Cile, Brunei e Messico.

Il primo cardinale afroamericano

Wilton Gregory, arcivescovo di Washington, a 72 anni diventa il primo cardinale afroamericano. Un ottimo periodo, dato che quest’anno è stato particolarmente importante per gli afroamericani. Tutti tranne il papa, hanno tenuto una maschera nel momento dell’insediamento. Quando questi si sono inginocchiati davanti al papa l’hanno tolta uno ad uno, tutti, tranne Gregory. Ma il nuovo cardinale, è particolarmente noto a causa di un altro fatto, che questa volta riguarda Trump. fu proprio Gregory a denunciare la scelta di Trump di scagliare la polizia contro i manifestanti per farsi le foto davanti alla storica chiesa di Washington con una Bibbia in mano. Gregory allora disse di aver trovato: “Sconcertante e riprovevole che qualsiasi struttura cattolica si lasci usare in modo così eclatante e manipolata“. Quel giorno, i conservatori cattolici si sono schierati con Trump e hanno condannato il cardinale.

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