Toyota: perché non ha firmato lo stop ai motori tradizionali nel 2040

Toyota, insieme ad altre aziende di rilievo dell'industria automobilistica, non ha sottoscritto alla Cop26 l'accordo sullo stop a produzione e vendita di auto con motori endotermici entro il 2040. I motivi del rifiuto.

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Toyota non firma accordo Cop26
Toyota: ecco perché non ha firmato accordo su stop a motori endotermici.

La Toyota fa parte di quelle aziende dell’industria automobilistica che hanno deciso di non firmare il documento presentato alla Cop26. Questo prevede lo stop alla produzione e vendita di vetture con motori endotermici entro il 2040. Dopo le polemiche e le critiche per il rifiuto, la società giapponese ha spiegato alla Reuters perché non ha aderito. In sintesi, la casa delle Tre Ellissi ritiene che nel mondo ci siano troppe aree che non sono ancora pronte per la transizione energetica. “Dove esistono l’energia e l’infrastruttura per la ricarica, le condizioni economiche e la disponibilità del cliente, siamo pronti ad accelerare e a sostenere la transizione con veicoli ad emissioni zero appropriati”, ha chiarito un portavoce della Toyota. Subito dopo però ha aggiunto che in diverse parti del pianeta come in Asia, Africa e Medio Oriente: “Non c’è ancora un contesto operativo adatto a promuovere il trasporto a zero emissioni. Quindi, è difficile – ha proseguito il portavoce – per noi impegnarci ora nella dichiarazione congiunta”.

Auto elettriche ed ecologia: una storia complicata

I numeri confermano i dubbi della Toyota sulle auto elettriche

L’accordo proposto alla Cop26 è stato sottoscritto da sei società automobilistiche, ovvero: General Motors, Ford, Volvo, Mercedes-Benz, Byd e Jaguar Land Rover. La schiera delle aziende che hanno preferito non firmare (almeno per ora) comprende, oltre alla Toyota, tanti altri nomi importanti del settore: Volkswagen, Stellantis, BMW, Renault, Nissan, Honda e Hyundai-Kia. Inoltre ci sono stati alcuni Paesi che non hanno aderito all’iniziativa, ossia: Cina, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e Italia. Quanto affermato dalla Toyota sull’attuale impreparazione di alcune zone del mondo al passaggio dai motori tradizionali a quelli elettrici è corroborato dai numeri. Le vetture elettriche si segnalano in aumento in Europa, Cina e Stati Uniti. Soprattutto il Vecchio Continente nel 2020 è riuscito a superare la Cina, arrivando a 1,365 milioni di veicoli venduti rispetto agli 1,3 milioni del mercato cinese. Queste tre macro-aree costituiscono, insieme al Giappone, il 90% del mercato dei veicoli non inquinanti. Completamente opposta la situazione nel resto del mondo. Nell’America del Sud, le immatricolazioni delle automobili a zero emissioni sono ferme a quota 20mila. In Africa siamo appena a quota 1.500, con la stragrande maggioranza del mercato concentrata in Sudafrica.