Toyota Mirai: la frontiera dell’idrogeno

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Toyota Mirai

In arrivo la seconda generazione della Toyota Mirai. Il futuro dell’idrogeno.

Quali novità porterà la Toyota Mirai?

La seconda generazione della Toyota Mirai, torna a ribadire un importante messaggio. Sebbene con la prima, avevamo compreso la nuova frontiera del futuro, l’idrogeno, con questa ci risulta ancora più chiaro. Non a caso “mirai” significa futuro in giapponese. La prima mirava a ricordare con le proprie linee il movimento acquatico. Esso ricordava appunto, l’estrazione in forma di vapore acque dell’idrogeno. La nuova generazione invece, ha uno stile più dinamico. La nuova coupé a quattro porte è più lunga (+85) più larga (+70) e di certo più bassa (-65). È cresciuto anche il passo di 140 mm e le ruote che risultano montate su cerchi da 19 o da 20 pollici. La novità fondamentale di questo nuovo autoveicolo futuristico è la trazione posteriore. La piattaforma su quale è costruita è la stessa della Lexus LS e LC. Cambia completamente la disposizione degli o origani elettrici, meccanici e dei serbatoi.

La disposizione dei nuovi componenti della nuova Toyota Mirai

Il fuel cell, ovvero il luogo in cui l’idrogeno incontra l’ossigeno al fine di produrre energia elettrica è posizionato sotto il cofano. Nel vecchio modello, era messo sotto il pianale. Pesa il 42% in meno rispetto alla precedente e, il numero di celle contenute passano da 370 a 330. È la potenza ad essere stata incrementata del 12%. Presenta, per la prima volta nella storia Toyota, un inverter al carburo di silicio, rendendolo efficiente del 10 % in più. Invece che la solita batteria tampone al Ni-Mh, adesso ne monta una agli ioni di litio. Ciò fa sì che abbia una capacità di 1,24 KWh, ma soprattutto incide sulla potenza. Essa passa, di fatto, da 31,5 KW in dieci secondi. I serbatoi sono tre al posto di due con un volume totale di 142 litri, con l capacità di sostenere pressioni fino a 2 volte e mezzo la sogli. Essi sonno disposti uno sotto il sedile posteriore, l’altro in longitudine al tunnel centrale e, un ultimo, sotto il bagagliaio. Questi cambiamenti hanno donato alla Toyota Mirai un risultato di prestazione migliore. Anche l’autonomia è cresciuta, passando da 500 km a 650. Il baricentro è posizionato più basso e le masse sonno equilibrate sui due assiali.


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Il cambiamento dell’abitacolo

Sono cambiati, tuttavia, sia i materiali che le forme rivoluzionarie. Accrescimento tecnologico importante è dato dalla strumentazione digitale, supportata da un head-up display con schermo da 12,3 pollici. Esso presenta dei piccoli pulsanti che richiamano le funzioni principali. Tra queste vi sono quella che mostra i flussi di energia di motore, ruote e batteria. L’altra, offre la capacità di vedere quanta aria, l’auto, è riuscita a pulire. Il filtro canalizzante, infatti, riesce a catturare diverse tipologie di sostanze inquinanti. I sistemi di sicurezza non mancano di certo, anzi. Oltre allo stop & go, la frenata automatica consente la “vista” nelle intersezioni. L’allerta del traffico trasversale in retromarcia e l’angolo cieco appartengono a quest’ultime. Le stesse intervengono sullo sterzo assieme alla frenata. L’auto rileva la stanchezza del conducente e riconosce i segnali stradali.

L’ambizioso progetto Toyota, non solo per le auto

Per coloro che vivono l’abitacolo posteriore, la comodità non è un granché. Infatti, il tunnel disposto, lascia poco spazio soprattutto per i piedi. Compensato però, dal sistema di climatizzazione e quello audio. Anche per ciò che concerne il bagagliaio, non avrete lo spazio che vorreste: la capacità è di 362 litri. Grazie ai vetri stratificati, la soglia di rumore, verrà ridotta al minimo. Le sospensioni sono in grado di alleggerire le imperfezioni stradali. Premendo l’acceleratore, ci potremo accorgere di quanto la macchina sia silenziosa, avvertendo un flebile sibilo. Novità per quel che concerne il pulsante H2O. Questo di fatto, permette la fuoriuscita di acqua residua.

La vettura è disponibile in tre differenti allestimenti (Essence, Essence+ e Pure). Il prezzo varia da 66 ai 76 mila euro. La Toyota, ha in preventivo di ampliare le stazioni di rifornimento a Milano e Venezia. Il piano Green Deal europeo, prevede un investimento di 470 miliardi fino al 2050. Per tale motivo la visione della Toyota sull’idrogeno non riguarda solo i veicoli. Questo lo ha dimostrato presentando un piano, riguardante veicoli commerciali, treni e bus.