Torino per l'(IN)dipendenza

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Il progetto

Nel 2017 circa 4 milioni di Italiani assumevano droghe, di cui mezzo milione di persone in modo frequente.

Nel 2018, invece, si stima che gli Italiani di un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni, che fanno uso di droghe sono più di 5 milioni; un buon 22% della popolazione totale.

Con questi dati allarmanti alla mano, nasce Tossico(IN)dipendenza: un progetto tutto piemontese che coinvolge le scuole medie e superiori da ormai dieci anni, dove giovani ed esperti si incontrano illustrando i potenziali danni alla salute.

Tossico(IN)dipendenza mostra la nuova figura del farmacista; il quale non è più solo una persona esperta del farmaco, ma un vero e proprio professionista a servizio del cittadino. In questo progetto si allontanano dal bancone e si vestono da educatori, valorizzando e sostenendo la prevenzione attiva fatta sul campo.

Le dipendenze

L’Ordine dei Farmacisti, che collabora con il progetto(IN)dipendenza, ha raccolto la testimonianza di alcuni insegnanti. I quali dichiarano che le dipendenze riguardano ragazzi sempre più giovani. Il tunnel inizia da un primo contatto con l’alcool, poi con il tabacco, arrivando fino a quello con le droghe più o meno leggere. Un ulteriore problema è generato dal mercato: esso propone continuamente sostanze nuove di cui non si conosce il livello di dannosità, rendendo più difficile il riconoscimento degli effetti.

La tossicodipendenza nasce da una serie di problemi sottovalutati:

  • Convinzione di riuscire a smettere in ogni momento;
  • Non conoscere bene le sostanze;
  • Non conoscere le conseguenze delle vie di assunzione;
  • Convinzione di poter guarire facilmente.

E’ importante sapere che esistono due tipi di dipendenza: quella psichica e quella fisica.

La dipendenza psichica si genera dalla sensazione di non poter stare senza la droga, è un meccanismo che si installa nel cervello e può non passare mai del tutto.

La dipendenza fisica è causata dagli effetti della droga sul corpo: le sostanze contenute nello stupefacente sono in grado di alterare alcuni processi cerebrali. Il corpo si abitua alla presenza della sostanza fino a quando, in caso di minore o mancata assunzione, soffre di crisi d’astinenza.

La crisi d’astinenza è un disturbo causato da un “atto di ribellione” del cervello che, non ricevendo la dose a cui si è abituato, causa danni anche molto gravi. I sintomi variano in base alla sostanza di cui si fa uso, quelli più comuni sono depressione, irritazione della pelle, letargia, irrequietezza, paranoia, tremore, tachicardia.

Il potere insidioso delle droghe nasce proprio da questo: la convinzione di dominarne il consumo, mentre invece la catena si inverte in breve tempo.

Non esiste un numero di dosi sotto il quale non si parla di dipendenza, così come non esiste una droga più naturale e quindi sana.

Cure

Quando inizia una dipendenza il corpo si abitua alla presenza della sostanza, richiedendone dosi sempre maggiori per sentire gli stessi effetti; alcuni consumano droghe per contrastare un malessere, altri per migliorare delle prestazioni. Il risultato, però, è solo temporaneo: quando svanisce, la situazione iniziale appare ancora peggiore.

L’uso di droga può compromettere le capacità mentali e danneggiare gli organi vitali, portando addirittura alla morte.

Le probabilità di guarigione sono indirettamente proporzionali alla durata del periodo di assunzione: se si utilizzano droghe per un periodo breve è più facile guarire.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino, il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’’Università di Torino, SERT del distretto di Chieri e Dipartimento Tossicologia dell’ASL TO5, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Città di Torino.

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