Torino Magica: tutti i misteri del capoluogo piemontese

0
697
Foto di SplitShire da Pixabay

Luogo di incontro tra magia bianca e magia nera, il capoluogo piemontese ha sempre fatto da sfondo al perpetuo incontrarsi di forze positive e negative; una caratteristica che rende questa città magica, estremamente affascinante e misteriosa. Visitare Torino significa intraprendere un viaggio inatteso, dove tutto ciò che ci circonda si arricchisce di significati oscuri: non basta guardarla, occorre interpretarla.

Le origini di Torino magica

Secondo la leggenda, Torino fu fondata ai tempi degli antichi egizi da Fetonte, figlio della dea della magia Iside. Pare che Fetonte avesse deciso di collocare in città un centro di culto al dio Api, che gli egizi rappresentavano con le sembianze di un toro, perchè al di sotto di essa scorre un anello d’acqua formato dall’incontro dei due fiumi Dora e Po; questo anello fa si che le correnti positive trasportate dalla Dora, rappresentazione della Luna, vadano a scontrarsi con quelle negative veicolate dal Po, che sarebbe il Sole, a creare un’aurea magica che investe tutto il capoluogo. E proprio dove nell’antichità si trovava il santuario egiziano oggi sorgerebbe la Chiesa della Gran Madre di Dio, nella piazza omonima.

Magia bianca e magia nera

Oltre ad essere luogo di contrapposizione e compensazione tra forze positive e negative, Torino è anche nota per essere l’unica città a far parte sia del triangolo della magia bianca che di quello della magia nera; del primo fanno parte anche Praga e Lione, del secondo anche Londra e San Francisco. Questo fa si che il capoluogo sia diviso in due parti: una “buona”, con il cuore in Piazza Castello, che comprende il Duomo (dove è collocata la Sacra Sindone), la Gran Madre e la Mole Antonelliana; una “cattiva” il cui centro sarebbe invece in Piazza Statuto, a ovest, dove tramonta il sole.

Un’architettura dove nulla è lasciato al caso

Il luogo dove sorge Torino ed il suo orientamento non furono scelti in maniera casuale, ma basandosi su fattori magici e religiosi. La città infatti presenta una pianta romana con 4 porte d’accesso sui 4 punti cardinali; essa è inoltre allineata sul 45° parallelo, che è segnato dalla fontana con obelisco del Frejus che domina Piazza Statuto ed è uno dei punti più negativi della città.

Il periodo dei Savoia

Si pensa che anche i Savoia, la famiglia più antica di Torino, abbia fatto costruire i suoi edifici con uno schema ben preciso; la Reggia di Venaria, il castello di Moncalieri, il castello di Rivoli, la Basilica di Superga e la Riserva di caccia di Stupinigi sono infatti uniti tra loro da delle linee immaginarie che vanno a formare un pentacolo, simbolo magico che rappresenta i cinque elementi (acqua, terra, fuoco, aria e spirito)e che può essere riconducibile al satanismo.

Ma c’è di più

Lo sguardo della statua che rappresenta la Fede ed è posta davanti alla chiesa della Gran Madre indicherebbe il luogo dove sono nascoste le informazioni per trovare il Santo Graal. Non solo. Sembra che il castello di Moncalieri, appena fuori Torino, fosse una delle sedi preferite dai cavalieri dei Templari. Sotto Palazzo Madama, infine, pare si trovino le “Grotte Alchemiche”: luoghi nascosti e sotterranei in cui usavano ritrovarsi misteriosi alchimisti medioevali.

Turismo a Torino: ripartenza con l’ospitalità diffusa

Torino è davvero una città magica?

Che si creda o meno nella religione o nell’esoterismo, il fascino della città sabauda cattura sempre anche i più scettici. In passato si pensava che il mito di Torino magica fosse nato a fine ‘800, quando la città venne definita “diabolica” per l’atteggiamento anti-clericale che aveva la famiglia Savoia nei confronti della Curia Romana. Eppure non si può rimanere indifferenti alle atmosfere oscure e misteriose che circondano le statue, i palazzi e i luoghi di culto del capoluogo piemontese. Come disse Giorgio De Chirico, Torino è la città “più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo“. E io sono sicura che la prossima volta che vi capiterà di passeggiare per le strade del centro guarderete tutto con occhi diversi.