TORINO, CAMERA: “SANDY SKOGLUND. Visioni ibride”.

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SANDY SKOGLUND, "Fox Games", 1989.

Fusion visive caleidoscopiche e fantastiche tra fotografia e scultura.

Il Centro Italiano per la Fotografia, CAMERA, ospiterà dal 24 gennaio al 23 marzo la prima antologica dedicata alla fotografa e installation artist statunitense Sandy Skoglund, antesignana della Stage Photography, il cui lavoro da sempre è basato su una attenta ricerca visiva che nasce dall’ accostamento, apparentemente casuale, di oggetti diversi in set scenografici da lei appositamente costruiti.


SANDY SKOGLUND , “The Ravange of the goldfish”, 1981, color photograph – Courtesy: Paci Contemporary Brescia e Porto Cervo

La mostra, curata da Germano Celant, presenterà oltre trenta lavori realizzati dall’ artista dagli inizi degli Anni Settanta sino ad oggi, dispiegando così tutto il suo percorso artistico e il suo innovativo linguaggio basato su un’ ibridazione e contaminazione linguistiche che, dai primi approcci concettuali, si è evoluto verso un nuovo alfabeto, profondamente suggestivo ed evocativo, al confine tra sogno e realtà.

SANDY SKOGLUND, “The Cocktail Party”, 1992- color photograph – courtesy: Paci Contemporary Brescia e Porto Cervo

Dalle prime serie fotografiche, realizzate a metà degli Anni Settanta, in cui emergono i temi ricorrenti degli interni domestici e della loro metamorfosi in luoghi di apparizione tra l’ironico e l’inquietante, si passa alle composizioni di grande formato degli Anni Ottanta con cui Sandy Skoglund ha conquistato la scena internazionale. Tra queste emergono in tutta la loro unicità creativa le “Radioactive cats” del 1980 e “Revenge of the goldfish” del 1981, ovvero rivisitazioni surreali di ambienti familiari dai colori forti e brillanti, animati da gatti verdi e pesci volanti. “Credo che esista un contrasto tra l’aspetto della fantasia – gli animali sono come cartoon o fantasie – e la realtà – ha spiegato l’artista – Poiché noi, in quanto esseri umani, ci consideriamo la principale forma di coscienza esistente in natura, ho scelto di popolare le mie immagini con animali per introdurre nella nostra esperienza questa coscienza alternativa.”

SANDY SKOGLUND

Tra le opere storiche saranno esposti i venti scatti, realizzati tra il 1986 e il 2005, della serie “True Fiction Two” e le mirabolanti composizioni “Fox Games” del 1989 e “The Green House” del 1990, caratterizzate dagli animali dai colori improbabili quali le volpi rosse e i cani viola. “Shimmering Madness”(1998) è, invece, un balletto in cui statue e figure umane condividono lo stesso spazio in una coreografia al limite del non sense.

Si arriva così a “Fresh Hybrid” del 2008 e a “Winter” del 2018, le due opere più recenti, che sono i primi due capitoli di una serie dedicata alle quattro stagioni che, nel progetto di Sandy Skoglund, rappresentano la chiave per una riflessione sull’ arte e sulla vita nella crescente complessità del rapporto tra uomo e natura e tra realtà e artificio.

In particolare “Winter”, che verrà esposto a Camera in anteprima mondiale, rappresenterà l’epicentro dell’evento artistico: un’opera a cui Skoglund ha lavorato per dieci anni e che sarà accompagnato da una serie di sculture create per l’installazione da cui è stata tratta la fotografia principale. “Ogni frammento di Winter – spiega l’artista – è stato scelto per esprimere la paura primaria della dipendenza umana dalla natura e dagli altri. Noi non siamo soli e la nostra situazione è invariabilmente precaria”.

INFO:

“SANDY SKOGLUND. Visioni ibride”

– Dal 24 gennaio 2019 al 23 marzo 2019 –

Mostra a cura di Germano Celant e realizzata in collaborazione con la Galleria Paci Contemporary di Brescia. Catalogo Silvana Editore.

CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia

via delle Rosine n. 18 – Torino –

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