Topple the Racists: gli attivisti stilano la lista di monumenti da abbattere nel Regno Unito

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La statua di Edward Colston gettata nel porto di Bristol.

Si chiama Topple the Racists (Rovesciare i razzisti) il sito degli attivisti britannici che in questi giorni ha stilato una lista di monumenti da rimuovere in Gran Bretagna perché raffigurano personaggi storici che si sono fatti promotori della discriminazione razziale attivandosi nel commercio di schiavi o diffondendo ideologie oggi accusate di razzismo. L’elenco realizzato finora non risparmia proprio nessuno: si va da ex primi ministri come Robert Peel e William Gladstone, passando per i navigatori James Cook e Francis Drake, fino all’italiano Cristoforo Colombo.

Nel portale degli attivisti contro il razzismo che hanno aderito al movimento di protesta statunitense Black Lives Matter, nato per ribellarsi all’uccisione dell’afroamericano George Floyd per mano di un poliziotto americano, si legge che chiunque può iscriversi per aggiornare la lista, inserendo ulteriori suggerimenti di statue da rimuovere o di luoghi pubblici e attività commerciali alle quali cambiare nome perché fanno riferimento a personaggi le cui posizioni sono state storicamente discriminatorie.

Topple the Racists: l’elenco di statue da abbattere.

L’iniziativa è partita in seguito alle dichiarazioni del ministro Nadhim Zahawi, il quale a Sky News ha dichiarato che nessun mercante di schiavi meriterebbe di avere una statua. Subito dopo ha aggiunto che il processo di rimozione dei monumenti non deve avvenire con atti vandalici che non rispettano la legge, ma attraverso una procedura ben precisa che rispetti la vocazione democratica della Gran Bretagna: «Questo paese è una democrazia – ha affermato – e dovrebbe spettare alla popolazione decidere cosa vuole fare con determinate statue».

Gli attivisti di Topple the Racists, nel presentare la loro iniziativa, hanno spiegato che sculture e altri monumenti che rendono omaggio a mercanti di schiavi o colonialisti devono essere rimosse perché solo in questo modo il Regno Unito potrà fare una volta per tutte i conti con il suo passato e su come questo ha influenzato il presente.

L’elenco di Topple the Racists: da Cecil Rhodes a Cristoforo Colombo

Gli inglesi hanno aderito appieno al movimento anti-razzista Black Lives Matter, e dopo essere scesi in piazza per rendere omaggio alla memoria di George Floyd, hanno cominciato a invocare la rimozione dalla Gran Bretagna di monumenti raffiguranti delle figure storicamente controverse per le loro azioni e ideologie. In realtà, prima che partisse l’iniziativa della lista delle statue da rimuovere, era già stata rimossa la scultura di Robert Milligan nel quartiere londinese di Docklands, e qualche giorno dopo è stata abbattuta la statua del commerciante di schiavi Edward Colston che sorgeva a Bristol.

L’amministrazione cittadina di Bristol ha comunicato che il monumento verrà recuperato dalle acque del porto (dove era stato gettato dagli anti-razzisti) e che verrà conservato in un museo locale. Il Segretario di Stato Priti Patel ha detto che questo è stato un atto «vergognoso», e Geoff Palmer, docente presso l’Università Heriot-Watt di Edimburgo, ha palesato i suoi dubbi su queste azioni di rimozione di sculture storiche. Il professore si è chiesto cosa possa risolvere l’abbattimento di una statua. Anzi, a suo parere, questa operazione rischia di far cadere nell’oblio nomi e fatti storici che comunque fanno parte del passato dell’umanità.

Topple the Racists prosegue comunque nella sua protesta, e ha chiesto anche la rimozione di una statua di Cecil Rhodes che campeggia dinanzi a una sede della prestigiosa Università di Oxford. Allo stesso tempo, anche la scultura di Cristoforo Colombo che si trova a Londra è stata inserita nella lista di quelle da abbattere.

Abbattuta statua di Cristoforo Colombo

La protesta si è ulteriormente ampliata. Infatti si chiede di cambiare i nomi ad alcuni enti istituzionali e pubblici, così come a importanti locali e pub britannici. In quest’elenco troviamo la Beckford School di Londra, così chiamata in onore del commerciante di schiavi William Beckford. Stessa istanza avanzata anche per il londinese Guy’s Hospital. Il suo nome deriva da Thomas Guy che divenne ricco e potente con una serie di investimenti nella South Sea Company, una società che si occupava principalmente di vendere schiavi alle colonie spagnole. È partita anche una petizione affinché venga modificato il nome del pub gallese The Elihu Yale, anche lui mercante di schiavi e membro della Compagnia delle Indie di Madras.

Londra: vandalizzata la statua di Churchill.

Purtroppo bisogna segnalare anche degli atti vandalici. A Leeds è stata danneggiata una statua della regina Vittoria, mentre a Londra i teppisti hanno assaltato quella di Winston Churchill. A proposito della capitale britannica, il sindaco Sadiq Khan ha comunicato che la Commissione per la diversità prenderà in esame tutti i monumenti, le denominazioni di strade e murales che potrebbero avere riferimenti discriminatori.

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