Tina Modotti al Mudec con gli scatti dal Messico

Una retrospettiva che disegna la figura dell'artista alla ricerca della verità

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Tina Modotti al Mudec
Le foto di Modotti in mostra fino al 7 novembre.

Comunista e impegnata a prestare soccorso alle vittime della guerra civile spagnola, è una delle fotografe più apprezzate del 20° secolo. Tina Modotti al Mudec è “Donne, Messico e Libertà”, il racconto del sogno americano e del desiderio di indipendenza dell’artista.


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Tina Modotti al Mudec, artista da riscoprire?

Il Comune di Milano, nell’ambito di “I talenti delle donne”, presenta al Museo delle culture la retrospettiva di Tina Modotti. In esposizione quindi un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta, realizzate a partire dai negativi dell’artista. Sono opere che il compagno Vittorio Vidali consegna Riccardo Toffoletti che decide di valorizzare la produzione. Inoltre, ci sono lettere e documenti, video che descrivono una persona impegnata politicamente e socialmente. Uno spirito anticonformista che si esprime con la pellicola e diventa anche soggetto degli scatti.

La fotografa e la donna

Tina Modotti nasce a Udine nel 1896, ma trascorre la maggior parte della sua vita a Città del Messico, in Germania e Russia. Costretta ed emigrare, incontra il pittore Robo che l’avvicina alle tecniche artistiche. Anche il fotografo Edward Weston vede in lei del talento e la voglia di esprimere la propria anima. In Sud America si inserisce nel circolo delle avanguardie, conoscendo Frida Kahlo e Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Herbert Lawrence e Mayakovsky. Lotta contro i regimi dittatoriali e ciò la rende una rifugiata politica che non smette di esprimere il proprio pensiero. Nei suoi lavori ci sono forza e decisione, realismo con cui inquadra la società in cui vive. Muore infine nel 1942. Un Comitato in suo onore l’ha fatta conoscere al pubblico che ne apprezza l’espressività. Infatti, nna sua creazione, “Prospettiva con fili elettrici” del 1925, è andata all’asta a 616.000 €.

La ricerca espressiva

Tina ricerca l’imperfezione, cattura i dettagli che contestualizzano l’azione, permettono di capire le persone. Il suo reportage di Tehuantepec fa scuola per la capacità di cogliere i costumi, le consuetudini dell’etnia matriarcale zapoteca. Fotografa lavoratori, l’indigenza e la guerra per descrivere l’attualità che vive.

“Donne, Messico e Libertà”, Tina Modotti al Mudec

La mostra è visitabile fino al 7 novembre al Mudec di Milano. Ad aprire il percorso espositivo c’è un ritratto di Tina Modotti di Edward Weston. Bella e intelligente, la fotografa è poliedrica e non rifiuta di posare per l’obiettivo. Nella sua opera si trovano in giusta combinazione, vita privata e arte, amore e scambio intellettuale, estetica e lotta sociale. Puoi quindi ammirare le sue opere il lunedì dalle 14.30 alle 19.30 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.30.

Immagine cartella stampa.