Tigre di Bali: il 27 settembre 1937 viene ucciso l’ultimo esemplare

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L'ultimo esemplare di tigre di Bali fu abbattuto il 27 settembre 1937.

L’estinzione della tigre di Bali è indubbiamente avvenuta a causa dell’uomo. Gli animali presenti nell’isola indonesiana furono letteralmente perseguitati a partire dai primi anni del XX secolo quando cominciò una caccia senza limiti che aumentò notevolmente dopo la Prima Guerra Mondiale. Siccome di base questa specie non era molto numerosa, le continue uccisioni ne provocarono in poco tempo la sparizione: l’ultimo esemplare, una femmina, fu abbattuto dai cacciatori il 27 settembre 1937.

La panthera tigris balica viveva proprio nel territorio dell’isola di Bali ed era una delle tre sottospecie conosciute in Indonesia insieme alla tigre di Sumatra (oggi a rischio estinzione) e a quella di Giava (estinta). Era considerata la razza più piccola, infatti i maschi non superavano di solito i 100 chilogrammi di peso, dunque un terzo in meno rispetto alla specie solitamente più grande, la tigre siberiana.

Tigre di Bali: l’estinzione provocata dall’uomo.

La struttura fisica della tigre di Bali era simile a quella di Giava, anche se si differenziava da essa perché ancora più piccola e dal colore più scuro. Il dorso, la coda e il costato erano caratterizzati da un arancione piuttosto brillante ed erano attraversati da striature nere, biforcute e compatte, in numero minore rispetto alle altre razze. Il ventre e una parte del muso erano bianchi: quest’ultimo però si distingueva perché mostrava delle insolite strisce di colore nero. Il pelo era alquanto corto e folto, ma la peculiarità di questa sottospecie consisteva nel cranio: aveva un setto nasale più pronunciato e un’arcata dentale differente da quelle delle altre tigri.

Tigre di Bali: diffusione ed estinzione

La riproduzione della tigre di Bali poteva avvenire in qualsiasi periodo dell’anno. Nonostante ciò, i felini preferivano accoppiarsi soprattutto in inverno o in primavera e la gestazione aveva una durata di circa 103 giorni. Le femmine partorivano in media due o tre cuccioli che, al momento della nascita, avevano un peso che toccava 1,36 chili. Lo svezzamento avveniva entro il primo anno di età, e quando avevano all’incirca 18 mesi i piccoli sapevano già cacciare da soli le prede.

Questi animali si diffusero lungo l’isola di Bali ma, data la modesta estensione del territorio, la popolazione non divenne mai molto numerosa perché mancava un’ampia zona di caccia di cui necessitavano i felini per sopravvivere. Nei primi anni del Novecento si verificò un aumento demografico tra i residenti della zona e ciò comportò una intensa deforestazione per ricavare quantità maggiori di superfici coltivabili.

Caratteristiche della tigre di Bali.

Proprio in questo periodo le tigri di Bali finirono nel mirino degli uomini perché incutevano paura e si verificarono diverse uccisioni. La situazione peggiorò ulteriormente nel primo dopoguerra quando sull’isola arrivarono diversi cacciatori stranieri per mettersi sulle tracce dei rari felini. Questi erano già pochi e vivevano ormai solo nella parte occidentale del territorio ma i bracconieri non si fermarono e portarono avanti gli abbattimenti fino a quando non eliminarono anche l’ultimo esemplare, una femmina, il 27 settembre 1937.

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A partire dagli Anni Quaranta e fino ai Settanta si susseguirono voci di avvistamenti che però non trovarono alcuna conferma. D’altronde, gli studiosi ritengono che, essendo ormai sensibilmente ridotte le foreste dell’isola indonesiana, difficilmente una specie grande e bisognosa di un ampio spazio di caccia come una tigre potrebbe tornare a vivere in zona.

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