Tiara di Saitaferne: una truffa archeologica

Il Museo del Louvre ha acquistato il gioiello, realizzato nell'Ottocento, considerandolo un reperto archeologico

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Tiara di Saitaferne
Il gioiello acquistato dal Louvre

La tiara di Saitaferne è l’esempio di un reperto considerato antico, ma che ad un esame attento è di epoca più recente. Un gioiello che il Museo del Louvre ha acquistato nel 1896 come manufatto scoperto in Crimea, invece si trattava di una frode.


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Com’è fatta la tiara di Saitaferne?

L’oggetto prezioso è una corona d’oro a forma di cupola, alta 7 pollici e di poco più di un chilo. Nella parte bassa la tiara presenta delle decorazioni con scene di vita scita, mentre in alto alcuni episodi dell’Iliade. Degna di nota è la raffigurazione di Agamennone e Achille che litigano per la schiava Briseide. A trarre in inganno il personale del Louvre è però l’iscrizione che fa riferimento al re Saitaferne e all’assedio della colonia di Olbia tra 3° e 2° secolo a.C. Il gioiello poteva essere il dono dei greci al sovrano per ingraziarselo dopo gli scontri.

L’acquisto della tiara da parte del Louvre

Nel 1894 a Odessa i mercanti d’arte Schapschelle Hochmann e suo fratello Leiba hanno chiesto a un orafo di realizzare una tiara. Israel Rouchomovsky, l’artigiano dei metalli preziosi, doveva creare un’opera per un archeologo. Per iniziare ha preso spunto da un libro di reperti antichi provenienti da scavi. I committenti hanno poi cercato di vendere la corona come oggetto appena scoperto all’Imperial court Museum di Vienna e al British di Londra. Loa presentano come un manufatto che i contadini in Crimea hanno trovato in un campo. Il Louvre la acquista per 200mila franchi e la studia, chiedendo ad esperti di analizzarla. Così Adolf Furtwängler ha rilevato delle incongruenze con altri materiali dell’epoca e soprattutto la sua integrità. Infatti, non presentava danneggiamenti della superficie, ma mancavano alcune pietre.

Un falso apprezzato

Le verifiche hanno quindi portato a pensare a una frode ai danni del Museo. L’ignaro Rouchomovsky, saputo l’accaduto, si è presentato a Parigi e ha spiegato di aver realizzato il gioiello. Ha mostrato anche i disegni a cui si era ispirato per la decorazione. Il personale del Louvre ha però chiesto di dimostrare che la mano fosse veramente la sua. L’orafo ha così dovuto creare con dell’oro una tiara simile. Il Louvre conserva ancora la il manufatto, anche se non è più in mostra. Nel 1954 il polo culturale ha presentato la corona al “Salon of fakes” insieme a otto Monna Lisa. Esistono due copie della tiara, una al British Museum e una a Tel Aviv.