Nel giro di pochi mesi diversi operai sono morti in modo orribile mentre stavano lavorando. Questo è accaduto e accade in maniera incontrollabile in diverse Regioni d’Italia. Altri incidenti hanno purtroppo allungato la lista delle cosiddette “morti bianche” ovvero morti avvenute mentre queste persone stavano prestando la loro opera lavorativa.Sono dei veri e propri martiri, alle volte sottoposti a turni massacranti, in lavori mal pagati e in ambienti, dove la sicurezza è quasi un miraggio. Parlare di tragica fatalità in questi casi è un insulto.Le ragioni vanno ricercate più a fondo.Ritmi lavorativi sempre più esasperati, smania di guadagni sempre maggiori e accanita competitività non di rado spingono a bieche speculazioni, dove quindi tutto è lecito pur di risparmiare.Non si assume mano d’opera e non si rende l’ambiente lavorativo sicuro secondo le normative vigenti; che ci sono, ma troppo spesso non vengono rispettate.Si spengono le luci della ribalta e tutto torna come prima.

Un esempio? Dopo un anno dalla morte degli operai della Thyssenkrupp di Torino, azienda tedesca tra le più importanti in Europa nel settore siderurgico,  nessun rappresentante del nostro Governo si è sentito in dovere di presenziare alla commemorazione, tranne qualche figura locale. Adesso dopo 10 anni sono del tutto dimenticati. Erano stati denominati ‘’Quelli che hanno cambiato la ‘’Sicurezza sul lavoro’’ . Le nuove generazioni sanno chi sono? Sono 7 operai che hanno lasciato solo una scia di dolore , i  loro manager non hanno scontato un solo giorno di galera e hanno anche accusato gli operai stessi di aver provocato l’incidente, furono avvolti dalle fiamme e fù praticamente impossibile aiutarli, l’unica frase che può farli ricordare è :‘’ Non lasciarmi qui, fammi uscire, fammi uscire muoio’’ . Tutto inutile. Morti bruciati. Forse neanche voi lettori ricordate più chi sono. Si perché anche i media li hanno dimenticati. Non fanno più notizia.Oggi lo stabilimento di Torino della ThyssenKrupp non esiste più, i veri colpevoli l’hanno fatta franca. I controlli negli ambienti di lavoro devono essere più rigorosi ma chissà se’ realmente è cambiato qualcosa. Chi lavora onestamente deve essere in grado di vivere in maniera decorosa e offrire alla famiglia una vita dignitosa. Oggi purtroppo, non solo non si raggiunge la fine del mese, ma si perde anche la vita. In questo periodo di tragedie. Vogliamo ricordare anche loro. La mano dell’uomo è un’arma pericolosa che sta sempre di più perdendo il controllo.

Antonio Schiavone – Giuseppe Demasi – Angelo Laurino – Roberto Scola – Rosario Rodinò – Rocco Marzo – Bruno Santino.

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