Theresa Mary May: Leader del Partito Conservatore

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Theresa Mary May è una politica britannica contemporanea e risulta la seconda donna Primo Ministro del Regno Unito, dopo Margareth Thatcher. Inoltre, negli affari interni, May guida la riforma della polizia ed inserisce una politica restrittiva, per le problematiche della droga e dell’immigrazione.

Theresa Mary May e la biografia

Theresa Mary May nasce ad Eastbourne (Sussex), l’1 ottobre del 1956. Inoltre, Theresa frequenta gli studi di geografia, presso il “St Hugh’s College” di Oxford. Il padre è Hubert Brasier, reverendo e pastore. Durante l’adolescenza, Theresa partecipa alle attività parrocchiali dell’Oxfordshire, dove c’è il padre, che guida la comunità. Tuttavia, Hubert Brasier ricopre anche altri ruoli di spicco, come: Vicario della Chiesa d’Inghilterra e  consigliere per il Borgo di Londra. Nel 1997, May diviene deputata per “Maidenhead” alle elezioni generali.

Theresa Mary May e la vita privata

Il 6 settembre del 1980, Theresa May sposa Philip May, che è un manager di investimenti.

Theresa Mary May ed i ruoli politici

Negli esecutivi di William Hague, Michael Howard, Smith e Cameron, May ricopre diversi ruoli. In realtà, May diviene Leader della Camera dei Comuni e Ministro del Lavoro e Pensioni. Nel 2002, la politica diviene presidente del Partito Conservatore. In seguito alla nascita del governo del 2010, May riceve la nomina di “Segretario di Stato per gli affari interni”. Inoltre, la politica ottiene anche la carica di “Ministro per le Donne e Pari Opportunità”.

Le dimissioni nel 2012 e Primo Ministro

Nel 2012, la politica rassegna le dimissioni e nel 2015 rimane in carica, con la vittoria dei conservatori. A fronte di ciò, May diviene Segretario degli affari interni, con cui insiste sulla riforma delle forze dell’ordine. Inoltre, l’idea politica impone forti restrizioni per combattere droga ed immigrazione. Nel 2016, alle elezioni primarie, May decide di presentare la candidatura nel Partito Conservatore. Di fatto, May vince le elezioni e diviene “Primo Ministro”, ovvero Leader del Partito Conservatore.

La politica con il collegio elettorale

Nel maggio del 2019, May in diretta mondiale annuncia le dimissioni. In seguito, May entra nel “backbencher, in cui rimane parlamentare e segue il collegio elettorale di Maidenhead. Nello stesso anno, alle elezioni generali May riceve nuovamente l’elezione, come deputata del collegio.

Le ideologie politiche di May

In realtà, May rappresenta il pensiero conservatore uninazionale del Partito Conservatore. Tuttavia, le ideologie politiche di May sostengono il mantenimento del Regno Unito, nell’UE, nelle elezioni del 2016. A fronte di ciò, la donna non transige sul fatto che non vuole campagne e critiche. Inoltre, i temi di May riguardano la lotta all’evasione fiscale, alla droga, all’immigrazione. Ciò nonostante, May è principalmente liberale, tanto che non parla di una riforma estrema capitalista. Anche sul settore industriale, May non interviene in ambito statale deciso.

L’idea di Stato

Di fatto, May esprime il significato di uno Stato che deve divenire una soluzione, a differenza di quello che sembrava essere invece un problema, per Thatcher. Tuttavia, Philip Blond sostiene: “Si riferisce al conservatorismo del suo lontano predecessore. Benjamin Disraeli, nel XIX secolo, ha criticato il capitalismo ed ha sostenuto l’intervento statale nell’economia”. Inoltre, a differenza di Thatcher, May sostiene solo in parte la politica industriale. Allorché, May non abbraccia il pensiero conservatore sociale, oppure il “toryismo rosso” di una politica precedente. A ragion per cui, May rappresenta il pensiero conservatore meno popolare, rispetto a quello del ceto medio inglese.

Il Festival letterario e l’idea di un libro

Il 30 settembre del 2019, May partecipa al Festival della Letteratura di Henley, in Oxfordshire. A fronte di ciò, ecco una dichiarazione di May: “Mi è stato suggerito che le persone coinvolte in eventi significativi dovrebbero scrivere su di loro. In modo che gli storici possano guardare indietro e vedere cosa pensavano quelli che erano al centro degli eventi, perché prendevano decisioni e cosi via”.

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