Theo Van Gogh: il 2 novembre 2004 un estremista islamico uccide il regista olandese

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Theo Van Gogh è stato ucciso il 2 novembre 2004.

Ucciso barbaramente per aver firmato un documentario in cui aveva denunciato le condizioni in cui erano costrette a vivere le donne islamiche. Così morì il 2 novembre 2004 Theo Van Gogh, regista olandese e discendente del famoso pittore. Erano circa le 9 del mattino quando il produttore si stava recando in bicicletta al suo studio cinematografico ad Amsterdam. Quando si fermò ad un attraversamento pedonale, un 26enne di origini marocchine esplose contro di lui dei colpi di pistola.

Il regista cadde sull’asfalto gravemente ferito, e a quel punto il killer si avvicinò per dargli il colpo di grazia. Non pago dell’omicidio, provò dapprima a decapitarlo, quindi gli piantò nel petto e nell’addome due coltelli accompagnati da un messaggio contenente minacce sia al mondo occidentale che ad Ayaan Hirsi Ali, un’attivista somala che aveva lavorato in qualità di co-sceneggiatrice a Submission, il documentario girato proprio dal regista olandese.

Theo Van Gogh assassinato il 2 novembre 2004 a colpi di pistola.

Le forze dell’ordine riuscirono a individuare e catturare il killer: si chiamava Mohammed Bouyeri. Questi, alla presenza degli inquirenti, affermò che aveva agito per difendere il nome di Allah dalle offese occidentali. Durante le indagini, gli investigatori scoprirono anche che l’assassino era in stretto contatto con Hofstad, un gruppo estremista islamico che raccoglieva diversi giovani olandesi di origini nordafricane, i quali si rifacevano ad un’altra organizzazione dell’Islam radicale egiziano, Takfir wal-Hijra, fondata negli Anni ’60. La giornalista Oriana Fallaci riportò che durante il processo Bouyeri scrisse alla madre di Van Gogh che non provava alcun sentimento di pietà nei suoi confronti perche era una «infedele». L’imputato fu poi condannato all’ergastolo.

Theo Van Gogh aveva ricevuto minacce di morte dopo Submission

Dopo la pubblicazione di Submission, sia Theo Van Gogh che Hirsi Ali erano stati raggiunti da diverse minacce di morte, ma le avevano sottovalutate. Il documentario mostra le violenze che quattro donne musulmane (interpretate dalla stessa attrice) sono costrette a subire. I dialoghi si basano soprattutto su dei monologhi nei quali vengono citati dei versi del Corano che, secondo gli estremisti islamici, giustificano il comportamento autoritario degli uomini nei confronti delle donne. Il cortometraggio dopo un po’ fu ritirato perché aveva scatenato proteste e scontri soprattutto fra la comunità islamica.

La morte di Vincent Van Gogh, il pittore tormentato

Hirsi Ali, dopo il delitto di Van Gogh, rivelò che questi una volta, parlando delle minacce ricevute, disse con una certa ironia: «Nessuno uccide lo scemo del villaggio». Il regista nato a L’Aia già da qualche anno si trovava al centro di critiche per i suoi lavori, ed era stato licenziato da alcuni giornali per i quali scriveva. Noto per le sue posizioni radical-libertarie, aveva spesso attaccato con forza non solo i conservatori musulmani, ma un po’ tutte le figure religiose.

Theo Van Gogh: un regista controverso.

Nonostante ciò, era riuscito a imporsi per alcuni lavori, come ad esempio era accaduto con il film Blind Date (Appuntamento al buio) del 1996 che gli aveva consentito di aggiudicarsi il Gouden Kalf, uno dei premi cinematografici più prestigiosi in Olanda. Un’altra pellicola, In het belang van de staat (Nell’interesse dello Stato) aveva raccolto consensi soprattutto negli Stati Uniti.

Controversie sull’omicidio del regista 47enne

Theo Van Gogh, dopo aver cominciato a lavorare per alcune testate giornalistiche olandesi, a partire dagli Anni ’90 iniziò ad avvicinarsi anche al mondo della televisione e dell’editoria. Tra i suoi libri si ricorda in particolare Allah weet het beter (Allah lo sa meglio) che, pubblicato nel 2003, conteneva un’aspra critica nei confronti dell’Islam radicale. Il suo impegno socio-politico lo avvicinò ad alcuni esponenti della politica olandese che appoggiavano le sue idee. Tra questi ci fu in particolare Pim Fortuyn, fondatore di un movimento contro l’immigrazione che venne ucciso da un estremista prima delle elezioni del 2002.

In Olanda opinioni contrastanti sulla morte di Theo Van Gogh.

L’assassinio del discendente del grande pittore Vincent Van Gogh fu trattato nei Paesi Bassi con versioni e interpretazioni contrastanti. Una parte dell’opinione pubblica affermò che il macabro omicidio del regista andava ad inserirsi nella terribile piaga degli scontri tra mondo occidentale ed estremismo islamico. All’opposto, ci fu chi cercò di minimizzare, riportando che invece si era trattato di un episodio drammatico nato dal gesto di un singolo radicale musulmano.

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