Theator: la start up che sviluppa il software per migliorare la chirurgia

0
386
La nuova start up Theator

Un occhio al passato per vedere meglio il futuro prima, dopo e durante la chirurgia. È proprio questo quello che si preclude di fare la nuova start up Theator. In un contesto dove la vocalizzazione sociale è incentrata sul miglioramento tecnologico, anche determinati rami della scienza si adattano al fine di migliorare le prestazioni attuate sui pazienti.

Che cosa si preclude di fare la nuova start up Theator?

Theator è una start up che si vuole inserire nel mondo della chirurgia al fine di affinare determinate tecniche chirurgiche semplificando la vita dei medici e dei pazienti secondo un protocollo attuato da un software in via di sviluppo. Il focus primario è quello di ridurre al minimo i rischi di operazione e, seguire i risvolti delle stesse prima, dopo e durante l’intervento. Mediante quindi l’intelligenza artificiale che caratterizza la nostra era, di fatto semplificandola, sarebbe un valido aiuto scientifico. Nell’attuazione di operazioni complesse, il rischio del fallimento è sempre alle porte. Ciò è il motivo per cui il connubio tecnologia-scienza merita attenzione da parte di tutti gli operatori del settore medico. Theator ha sede in Calfornia, e possiede un centro di sviluppo e ricerca a Tel Aviv.


Nanotecnologia: l’impiego nel campo biomedico


Le infinite possibilità decisionali

Quando un medico studia il caso di un paziente che deve essere sottoposto ad intervento chirurgico, si basa esclusivamente sulla propria esperienza e sui dati che, negli anni, ha raccolto. Quello che il software della start up si preclude di fare, invece, riguarda milioni di possibilità decisionali, che possano aiutare il personale medico ad attuare la scelta migliore finalizzata al singolo individuo da “trattare”. Gli interventi saranno filmati e caricati su di un cloud che risulterà disponibile per i medici di tutte le sale operatorie. In tal modo il personale visionerà le decisioni prese nei momenti di criticità riguardanti l’operazione svolta. In tal modo il margine di errore sarà quasi a 0, guidando il chirurgo in tutto il processo pre e post operazione.