The Trascis: intervista esclusiva ai protagonisti della web serie

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Il progetto The Trascis nasce dalla passione per il cinema e le serie tv di Manolo Fabiani, Riccardo Giovacchini e Alessio Menchetti. Il progetto prende corpo da una sceneggiatura composta da 6 puntate che è stata proposta al videomaker Francesco Cecchi, il quale si è messo subito in gioco quando gli è stato proposto il primo script. Al gruppo si è poi aggiunto, in uno dei ruoli principali, Gabriele Liberatori. Pur essendo un prodotto amatoriale, mandato avanti fuori da impegni lavorativi e di studio, ognuno di quelli citati manda avanti la serie con il massimo della dedizione al progetto.

Per quanto riguarda la trama, tre ragazzi, Riccardo detto Killer, Gabriele detto Joint e Jean, annoiati dalla loro vita, decidono di punto in bianco di realizzare una web serie, e questo causerà una serie di eventi che metteranno in pericolo le loro stesse vite…

La serie vuole avere un’identità di commedia con un retrogusto drammatico e una trama che invogli lo spettatore a guardare la puntata successiva. I personaggi e gli eventi sono uno specchio dei loro autori, dei loro trascorsi e anche delle interminabili chiacchiere al bar.

Noi di Periodico Daily li abbiamo intervistati, curiosando sulle loro aspettative, sogni e sugli interessi riguardo altre web serie e serie tv. Le risposte si sono rivelate molto interessanti!

Chi sono i The Trascis?

Siamo tre ragazzi aretini, che hanno voglia di mettersi in gioco, accomunati da una notevole passione per ciò che è inerente a cinema, serie e tutto quello che riguarda la cultura pop in generale.

Quando sono nati i The Trascis?

All’incirca nel 2015, poi abbiamo formalizzato le cose trovandoci da Riccardo.

Come sono nati i The Trascis?

Parlavamo spesso nei pub o al bar condividendo le nostre passioni. Il progetto è un proseguo della nostra attività amatoriale, che ci ha portato a girare due corti e un lungometraggio. In seguito, grazie alla collaborazione con un regista aretino, abbiamo deciso di alzare il tiro e provare a girare una web series, partendo da un’idea di fondo, ossia la mancanza di prodotti alternativi validi alla televisione.

Che fanno i The Trascis nella vita?

Due di noi studiano ancora, rispettivamente Scienze della Formazione, Riccardo, e Ingegneria Informatica, Alessio; l’altro, Manolo, ha terminato da poco il percorso di studi in Tecniche di Radiologia.

Avete web series che prendete da modello ed ispirazione?

Abbiamo iniziato col guardare Lost in Google, poi abbiamo spaziato con altre come The Freaks e Fuga dalla Morte. Ci hanno ispirato nel cimentarci in questo tipo di prodotto, cercando ovviamente di creare qualcosa di diverso ed originale.

Quanto è difficile realizzare una web serie?

Per realizzare una web serie ci vogliono tre fattori fondamentalmente: idee, coordinazione e mezzi. Fortunatamente la prima cosa non ci manca, per quanto riguardano le altre è più difficile, soprattutto reperire fondi per portare avanti il tutto. Inoltre non facendolo, ancora, come professione, i principali impegni, tra lavoro e università, ci portano via un sacco di tempo.

Dove vorreste arrivare? Quale obiettivo vi ponete di raggiungere?

Il nostro obbiettivo è portare a termine questo progetto, cercando di farci vedere e cercare il sostegno adatto per terminare almeno la prima stagione, per poi puntare a realizzare anche altri progetti già scritti. Per questo ci siamo iscritti ad un paio di concorsi, per aumentare la nostra visibilità, perché in una realtà particolarmente “piccola” come Arezzo è difficile emergere.

Vorreste rimanere nei canali web o puntate ad arrivare in televisione?

Per ora ci concentriamo nel fare un passo per volta, ma avendo già scritto la didascalia, un nostro sogno particolare è poter realizzare anche una seconda stagione di The Trascis. Poi è inutile nascondere che finire in televisione o sul grande schermo sarebbe un traguardo inimmaginabile.

Come immaginate la vostra web serie tra qualche anno?

Finita. Incrociando le dita, speriamo di chiudere tutte le storie che abbiamo in mente nel minor tempo possibile, e che, nel suo piccolo, possa diventare un piccolo cult del genere.

Seguite le serie tv? Quali sono le vostre preferite?

Certamente. Abbiamo gusti affini, ma anche tratti distintivi per ognuno di noi, per esempio a Manolo piacciono molto le serie scritte bene e che non lasciano storie in sospeso, come Sons of Anarchy e Penny Dreadful, anche se ha un piccolo debole per Lost; Alessio predilige di più le sit-com ma anche la fantascienza, in particolare Doctor Who e Star Trek; Riccardo svaria, adora la satira comica demenziale come I Griffin, American Dad o Brickleberry; ma anche drama series con notevoli intrecci di trama e collegamenti dall’inizio alla fine, impossibile non citare in questo caso Breaking Bad e House of Cards, ma anche serie del calibro di Sherlock.

Un gruppo di ragazzi impegnati ed ambiziosi, ai quali auguriamo le migliori fortune.

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