“The Many Lives of Erik Kessels”

La fotografia trovata di Erik Kessels.

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La fotografia trovata  di Erik Kessels.

 

Sotto la nuova direzione di Walter Guadagnini CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia, ha raggiunto, dall’inizio del 2017, ottimi livelli in fatto di scelte espositive con un conseguente successo di pubblico. E’ sufficiente ricordare la mostra dedicata a Magnum, una tra le principali agenzie fotografiche fondata nel 1947, che testimonia il nuovo programma di CAMERA orientato verso le ricerche fotografiche più contemporanee.

Ed è proprio sulla scia di questa filosofia espositiva che si attesta la mostra “The Many Lives of Erik Kessels”, dedicata al lavoro fotografico dell’olandese Erik Kessels, artista, art director ed editore. Con una carriera ventennale, Kessels è diventato uno dei punti di riferimento della così detta fotografia trovata, ovvero anziché scattare direttamente delle foto, raccoglie fotografie pre –esistenti, usandole come elementi all’interno di un nuovo contesto dove l’immagine acquista un significato diverso da quella per cui era stata scattata originariamente.

In mostra vengono presentate un centinaio di immagini, suddivise in ventisette serie,  libri e riviste pubblicate dalla casa editrice Kessels Kramer Publishing, a cui l’artista olandese fa capo, e di altri editori. In un allestimento dove l’ordine cronologico non è il file rouge e dove la fotografia viene presentata nei modi e negli aspetti più inconsueti sia per dimensioni che per contestualizzazioni scenografiche, si potranno trovare lavori come 24hrs of  Photos  una montagna di stampe di immagini, caricate nell’arco delle 24 ore su internet, che invade letteralmente l’ambiente in cui è collocata; My feet, imponente installazione formata esclusivamente dalle foto dei piedi di chi fotografa introducendo, quindi, il concetto di iterazione e archiviazione; la serie Valery una donna che per tutta la sua vita si è fatta fotografare esclusivamente immersa nell’acqua; My Sister un video musicato dal compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e tratto da un home – movie incentrato su una partita di ping pong tra l’autore e la sorella, prematuramente scomparsa a soli 9 anni per un incidente stradale e Album Beauty dedicato agli album di famiglia, soggetto particolarmente caro all’artista,  ricontestualizzato dedicandovi una stanza completa.

Questi sono solo alcuni degli svariati temi trattati da Kessels che, a fronte del suo modo di fare fotografia, è lecito definire come un fotografo che non utilizza la macchina fotografica e che usa le foto, già scattate da altri, come dei ready made in una sorta di ottica green, utilizzando anche quelle immagini scartate dai loro autori, in quanto considerate sbagliate, dandovi così una diversa visibilità dopo averle trasformate per renderle funzionali ad un nuovo contesto creativo lungo un processo che giunge ad un risultato che travalica il solo linguaggio fotografico.

 

Mostra a cura di Francesco Zanot.

Partener principali di CAMERA: Eni, Intesa San Paolo, Lavazza e Reda.

 

 

 

 

 

Esposizione co-prodotta con NRW – Forum, Dusseldorf; libro / catalogo pubblicato da Aperture, New York con testi di Hans Aarsman, Simon Baker, Erik Kessels, sandra S. Philips e Francesco Zanot.

 

 

Info: The Many Lives of Erik Kessels”, CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine n. 18 – TORINO – +39/011/0881150  camera@camera.it   www.camera.to 

Dal 1 giugno al 30 luglio 2017.

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