The Great Reset, complotto o realtà?

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La crisi dovuta al Covid lascerà un cumulo di macerie. Il mondo che conoscevamo prima dell’irruzione pandemica cambierà volto, assumendo forme molto innovative. Questo è un dato di fatto, che però molti non sembrano intuire. Justin Trudeau in una recente conferenza all’ONU ha detto che la pandemia è un opportunità per un grande reset. Dopo le dichiarazioni è nato il solito polverone social, tanto che il premier canadese ha dovuto dipingere le sue stesse parole come frutto di un periodo pieno d’ansia.

The Great Reset: verità o falsità?

Tralasciamo le voci sul complotto, noi ci soffermiamo sui fatti. E questi ci dicono che il World Economic Forum di Davos ha già ideato un piano per una riabilitazione globale. La nota fondazione Svizzera ha già preso per mano il destino del mondo con l’interessante locuzione del Great Reset. Ma in cosa consiste? In un grande cambiamento del sistema capitalistico finanziario che ri-assembla le pedine attuali in tutt’altra disposizione. Secondo il Forum, c’è bisogno di cambiare assolutamente atteggiamento, occorre varcare le soglie del futuro adottando la digitalizzazione. Non è fantasia, Klaus Schwab, fondatore del circolo, lo ha confermato più di una volta, scrivendo addirittura due libri, “Quarta Rivoluzione Industriale” e “Covid-19. The Great Reset“. Tutto è chiaro. Il sistema attuale colpito dal virus ha retto male ed è sopravvissuto solo per miracolo. Bisogna sfruttare l’occasione per ridisegnare tutti i parametri della socialità, e lo si fa utilizzando la tecnologia, la tecnocrazia e l’attenzione al mondo Green.

Cosa dice l’agenda del fondatore di Davos?

Semplice e diretto. Schwab nel suo libro non tentenna usufruendo di paroloni tecnici. Tutto viene decantato con una inquietante tranquillità. È come se il cambiamento del mondo sia una questione quasi normale, è l’applicazione diretta della shock economy (un punto fondante del neoliberismo). L’ingegnere tedesco spinge anche all’utilizzo di certificati vaccinali, passaporti sanitari che contemplano la salute. “I microchip impiantabili attivi che rompono la barriera cutanea del nostro corpo cambieranno il modo in cui ci interfacciamo con il mondo e ci costringeranno a mettere in discussione cosa significhi essere umani “, evidenzia Schwab. O addirittura, fa riferimento all’intelligenza artificiale con dei chip che leggono il cervello. Ipotesi tanto futuristica quanto applicabile. È lo stesso Schwab che lo dice: “La popolazione potrebbe modificare l’accesso ai propri pensieri con l’opzione che consente di risparmiare tempo digitando un post sui social media solo con il pensiero”.

Come sarà il futuro che ci attende?

Le dichiarazioni di Schwab sono chiare e rotonde. Il fondatore del WEF non parla a proposito, e chi bolla tutto questo come un semplice complotto dovrebbe studiare le sue stesse parole. Il futuro sarà una grande incognita in cui l’uomo cambierà volto. Resettando l’attuale sistema, muterà anche la nostra concezione di normalità. Il significato della tecnologia cambierà in maniera profonda, integrandosi con la nostra vita in maniera netta. Un processo di Verfallenheit (reificazione), citando il grande filosofo esistenzialista Martin Heidegger.


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