Thailandia: attivisti chedono le dimissioni di Prayuth

0
294

In Thailandia si riaccendono le proteste a seguito della scelta degli attivisti di voler spingere Prayuth Chan-ocha alle dimissioni. Gli attivisti, violando le regole governative anti-Covid, hanno fatto sapere di voler organizzare una protesta di massa il prossimo sabato per sensibilizzare più persone possibili.

Si tratterebbe di una protesta ad oltranza con l’obiettivo di spingere il primo ministro a dimettersi dal suo incarico. Le prime forme di ribellione si sono già accese in località importanti di Bangkok come l’incrocio di Asoke, situato al centro della città.

Cosa chiedono gli attivisti in Thailandia?

Le proteste non sono una novità nel paese. Già da giugno parecchi movimenti studenteschi avevano programmato di voler portare Prayuth a dimettersi. Accettando il contributo di partiti politici ostili al premier, questi movimenti giovanili stanno ottenendo sempre più consenso popolare: l’obiettivo è cacciare via Prayuth a causa della sua incompetenza in campo economico. Le polemiche sono salite soprattutto a causa della sua gestione della crisi dovuta al Coronavirus.

Il primo raduno dei manifestanti si terrà a Bangkok il prossimo sabato mentre il parlamento voterà la fiducia al primo ministro, sicuro di essere confermato come guida del paese. Prayuth, ex capo dell’esercito arrivato al potere nel 2014, ha affermato di non aver intenzione di dimettersi perchè considera il suo governo il migliore possibile per la Thailandia.


La Thailandia chiede al Myanmar di porre fine alle violenze

Quarantena in yacht: pronti a partire per la Thailandia?