Tevez accusa la modestia del campionato cinese: un calcio ai sogni del calcio

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“In Sudamerica e in Europa si impara a giocare da calcio da bambini, ma in Cina no. Dal punto di vista tecnico, i giocatori non sono molto buoni, e il calcio in sé è molto differente. Non credo che nemmeno tra 50 anni il calcio cinese possa arrivare all’altezza di quello europeo”. 

Con queste parole l’Apache, che prende 30 milioni di euro all’anno per vestire la maglia dello Shanghai Shenhua, ha demolito gli enormi investimenti fatti negli ultimi anni dal movimento calcistico cinese e le ambizioni di affermarsi a livello mondiale.

Evidentemente, a parere dell’attaccante argentino, la qualità media dei giocatori presenti nel campionato asiatico, non potrà mai garantire lo stesso valore di quello europeo e sudamericano, da sempre riconosciuti come i migliori di tutto il globo.

Una considerazione che stroncherebbe le velleitarie intenzioni di sviluppare questo sport, nonostante gli sforzi che la governance cinese stia sostenendo con l’ausilio di professionisti  esemplari e un contributo strategico che coinvolge anche tutte le scuole dello stato.

Una situazione incontrovertibile che però, fino a prova contraria, non può tener conto dei risultati a medio lungo periodo, per i quali è stato scommesso seriamente, alimentando un mercato interno con risorse straordinarie.

Per il momento la Cina di Marcello Lippi, ha dovuto piegarsi di fronte alla Siria, che si giocherà lo spareggio con l’Australia per la qualificazione al  Mondiale di Russia 2018, ma se pensiamo che gli stessi stati europei e sudamericani, come l’Olanda, la Svezia, la Romania, la Danimarca, la Turchia, l’Italia, l’Argentina di Messi, il Cile due volte campione della coppa America, forse non parteciperanno, allora la consolazione di stare più o meno allo stesso livello c’è e non potrà che migliorare col tempo.

E considerando le abilità dei cinesi nel saper far fruttare qualcosa che spesso non gli appartiene, c’è da giurare che in Qatar 2022 loro ci saranno, con giocatori preparati e pronti a farsi largo nella mischia dei vincenti.

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