Testimoni di Geova: continuano le torture e violenze in Russia

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Testimoni di Geova

In un precedente articolo, abbiamo preso in esame, la persecuzione che i testimoni di Geova stanno subendo in Russia. l’introduzione: “Se amiamo illuderci che le persecuzioni e le guerre di religione facciano parte di un passato rimasto scritto sulle pagine dei libri di storia per insegnare e ricordare ai nostri figli fin dove la pazzia degli uomini può arrivare rimarremo delusi”. La Russia e i suoi leader sono una dimostrazione di come la storia non abbia insegnato che il rispetto delle libertà è un diritto fondamentale dell’uomo.

Come sta evolvendo la persecuzione contro i Testimoni di Geova in Russia?

Il 4 ottobre scorso, a Irkutsk in Siberia, agenti armati dell’OMON (Unità mobile speciale della Guardia Nazionale russa) hanno fatto irruzione in 12 case di testimoni di Geova e hanno brutalmente aggredito due coppie di Testimoni: Anatolij e Greta Razdobarov e Nikolaj e Lilija Merinov. Alla crescente persecuzione subita dai Testimoni di Geova nella Federazione Russa, accusati di essere estremisti, si aggiungono adesso brutali torture fisiche e il sequestro di persona.

Anatolij e Greta Razdobarov

Tutto è cominciato alle 6 di mattina, quando gli agenti speciali sono entrati con la forza nella casa di Anatolij e Greta. Subito li hanno ammanettati con le braccia dietro la schiena e li hanno colpiti ripetutamente. Anatolij è stato preso a calci all’addome e alla testa, afferrato per le mani ammanettate e sollevato con violenza da terra.

E ancora

Anatolij si è contorto dal dolore mentre il peso del suo corpo gli provocava l’iperestensione delle spalle. Non contenti, gli uomini dell’OMON hanno continuato a torturarlo cercando di inserire con la forza una bottiglia di vetro tra le sue natiche. Gli agenti sono rimasti nella casa dei Razdobarov per più di otto ore di violenza e terrore.

Nikolaj e Lilja Merinov

Anche Nikolaj e Lilja Merinov hanno subito torture. Quando gli agenti hanno fatto irruzione nella loro casa per prima cosa hanno colpito Nikolaj al volto facendogli perdere i sensi. Quando ha ripreso conoscenza, si è ritrovato con un agente seduto sopra di lui che lo picchiava. L’agente gli ha rotto i denti davanti. Anche Lilja è stata aggredita più volte e ammanettata, e solo dopo diverso tempo le hanno permesso di vestirsi adeguatamente.

La condanna della comunità internazionale

La Comunità Internazionale si è più volte espressa contro questa incredibile e ingiustificabile persecuzione. Il 9 gennaio 2020 Rachel Denber, vicedirettrice di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale, ha affermato che “non c’è nulla di nemmeno lontanamente giustificabile in tutto questo”.

Italia

Anche il Ministero degli Affari Esteri Italiano, in risposta a due interrogazioni parlamentari nel 2019 e nel 2020, ha affermato che la situazione dei Testimoni di Geova in Russia “rappresenta oggi una delle più evidenti criticità in materia di diritti umani nel Paese”.

ONU

Il 29 maggio 2019 il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha condannato categoricamente gli arresti ai danni dei Testimoni di Geova e chiesto alla Federazione Russa l’immediato rilascio dei fedeli illegittmamente detenuti.

Unione Europea

Il 12 marzo 2020, l’Unione Europea ha espresso “profonda preoccupazione per i recenti rapporti relativi alle torture e altri maltrattamenti subiti dai molti testimoni di Geova, sia durante la detenzione sia prima di essere sottoposti a custodia, per mano delle guardie carcerarie e delle forze dell’ordine.”

Il confronto

Abbiamo cercato di confrontarci con esponenti russi, per capire fino in fondo il perchè di questa follia, ma quando si menzionano i Testimoni di Geova cala il silenzio assoluto.