Test di Medicina 2020: e se non passo?

Il test di medicina 2020 è sempre più vicino. Scopriamo le possibili alternative in caso qualcosa andasse storto.

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Fumetto studente che tenta il test di medicina 2020

Manca sempre meno al fatidico giorno del test di medicina 2020. Abbiamo di recente parlato di tutte le novità che caratterizzano la prova di quest’anno.
Agli interessati, ricordiamo l’importanza di iscriversi al portale Universitaly nel modo corretto, avendo cura di seguire le nuove norme di prevenzione Covid-19.

Adesso veniamo a noi: se il vostro sogno è quello d’indossare il camice bianco, state tranquilli, lo realizzerete. Ottimismo? No, realismo. Ricordate che i sogni non hanno una scadenza, e se quest’anno non riuscirete ad accaparrarvi un posto alla facoltà di medicina, non disperate. Esiste sempre un rimedio a tutto.


Test di Medicina 2020: novità e come superarlo


 Non superi il test di medicina 2020? Non disperare

La risposta dipende solo ed esclusivamente da voi. Sceglierete voi se persistere e resistere, oppure se preferite cambiare strada.

Parliamoci chiaro: se anelate disperatamente a diventare medico, difficilmente cambierete idea. Se questo è veramente ciò che volete, farete di tutto per far sì che il sogno diventi realtà. O meglio, può sempre succedere di cambiare idea. Cercate però di vivere nel presente. Agite in base a ciò che vi dice la vostra mente. Capito? Non seguendo quello che vi dicono gli altri. Sarete voi a decidere del vostro futuro. Non un’altra persona. Men che meno il destino, il fato, la sorte o chi per essa.

Dunque: immaginiamoci lo scenario peggiore. Eseguite questo benedetto test di medicina, ma, malgrado i vostri sforzi, non lo passate.
Prima di tutto, ricordatevi che non sarete né i primi né gli ultimi. Esistono persone che superano la prova dopo anni e anni di tentativi. Seconda cosa: finché siete in vita, le possibilità sono infinite. Sempre che vogliate continuare a provare, naturalmente.

Alla fine, il test d’ingresso a medicina non è altro che un esame. E se riuscirete ad accedere alla facoltà dei vostri sogni, avrete tomi su tomi da studiare e un sacco di prove da superare.
Certo, si tratta di un esame. E’ vero. Non nascondiamolo, però: è un esame che non blocca il proprio percorso accademico semplicemente per un semestre, bensì per un anno.

E’ da qui che deriva il grande senso di vuoto di chi non supera il test di medicina o qualsiasi altra prova d’accesso all’università. Ci si sente esclusi da un sogno. E ci si domanda come si occuperà quell’anno di vuoto.

Un anno perso? O forse no?

Poniamo di fronte a noi un foglio bianco. Di primo acchito, lo si considera vuoto. In parte è così. Non a caso, abbiamo la possibilità di riempirlo con ciò che più ci aggrada. Possiamo sbizzarrirci con matite, pennarelli, pastelli a cera, acquerelli, tempere e chi più ne ha più ne metta.

Non stiamo però dimenticando qualcosa? Beh, pensiamoci un attimo. Anche un foglio bianco è qualcosa. Ha un colore, il bianco per l’appunto. Possiede inoltre un forma. Se lo strofiniamo tra due dita possiamo percepirne la consistenza. Appoggiato sopra a una superficie, il foglio bianco la farà trasparire tra i suoi atomi di cellulosa.

Proviamo adesso a fare lo stesso ragionamento, prendendo però come soggetto noi stessi.
Fin da quando nasciamo noi siamo qualcosa. Siamo degli esseri umani, estremamente complessi. Poi cresciamo, e tutte le esperienze che viviamo, in qualche modo vanno a costituire la nostra persona.

Finché siamo in vita, possiamo sperimentare un’infinità di cose differenti. Perciò, siamo già un qualcosa, a prescindere da ciò che otteniamo o da quel che ci accade. Siamo un foglio bianco, che ha già forma, consistenza e colore proprio. Sul quale, però, si può scrivere, disegnare, scarabocchiare.

Quindi, partiamo da questi due presupposti: ogni individuo è già qualcosa. E nulla, nemmeno un secondo della nostra vita, può considerarsi perduto. Ogni cosa di cui facciamo esperienza, fa parte del nostro fluire e in qualche modo ci arricchirà.

E’ vero, fa paura: fin dalla più tenera età siamo abituati ai ritmi scolastici. La scuola è il nostro lavoro, e ritrovarsi per un anno senza frequentarne una, può farci sentire un po’ disorientati.  Con un po’ di pazienza, fantasia e tenacia, riusciremo ad affrontare questo inconveniente. Le opzioni sono molteplici, ma possiamo distinguerle in due grandi blocchi. Vediamoli insieme.


Oblio post maturità: come superarlo e come capire cosa fare nella propria vita


Anno sabbatico

Alt. Con questo termine, non intendo una vera e propria pausa dalla vita. Anno sabbatico non significa per forza fare la valigia e partire per i Caraibi. Non che ci sia qualcosa nel farlo, anzi; ma può essere interpretata in maniere differenti.

Di base, per una persona fresca fresca di maturità, concedersi un anno sabbatico significa non frequentare alcun tipo di università per un anno. Questo è il fattore comune. Le variabili sono pressoché infinite.
C’è chi preferisce arricchire il proprio anno sabbatico viaggiando, leggendo, o dedicandosi a tutte quelle passioni a causa dello studio scolastico sono state abbandonate in un angolo.

Altri individui preferiscono dedicare il proprio tempo prettamente allo studio per il test di medicina, di modo da avere più possibilità di passarlo l’anno successivo.
Altri ancora utilizzano l’anno sabbatico per prendere confidenza con il mondo del lavoro.

Qualunque strada prendiate, ricordate che il fine dell’anno sabbatico è di solito la riflessione.
Essere esenti dagli impegni scolastici per ben dodici mesi, aiuta a fare ordine nella propria mente. Ci fa capire ciò che desideriamo di più, ciò per cui ci riteniamo più portati, le nostre priorità.
Tuttavia, l’anno sabbatico non è l’unico metodo per togliere un po’ di polvere dal nostro cervello.
Da qui, ci ancoriamo direttamente al punto successivo.

Frequentare una facoltà alternativa

Qui di solito nasce un dilemma. Molte persone ritengono questo passo obbligatorio, quasi scontato.
In realtà, non è così. O meglio, non sempre.
Frequentare un’altra università ha senso solo nel momento in cui lo vogliamo davvero. Possiamo decidere di iscriverci a una facoltà che ci ispira particolarmente, oppure a una che ci potrebbe essere utile al fine di passare il test di medicina.

Esistono alcuni indirizzi che consentono di convalidare alcuni esami effettuati, nel momento in cui si procede al passaggio. Nel caso di medicina, di solito si tratta delle facoltà di Biotecnologie, Biologia, Farmacia, CTF (Chimica e Tecnologie Farmaceutiche).

Ciò che però è importante tenere da conto, è che l’università è un mondo totalmente diverso dalla scuola. Iscriversi a una facoltà richiede, in ogni caso, impegno e costanza. 
Perciò, valutate bene. Se credete che iscrivervi a una facoltà possa in qualche modo arricchirvi o aiutarvi, allora procedete. Se invece lo vedete come un ostacolo, probabilmente non è il caso di farlo.

Qualsiasi strada è giusta. Qualsiasi strada vi porterà da qualche parte.

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