Elon Musk e Bitcoin: un’inquietante storia d’amore

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Musk apre ad alleanza di Tesla con altra società
Elon Musk, co-fondatore di Tesla.

Elon Musk colpisce ancora: dopo aver rivoluzionato il mondo dell’automobile e dello spazio, ora pensa alla criptovaluta. Lo scorso 8 febbraio il gendarme della borsa americana ha rivelato di aver investito attraverso la sua società Tesla, circa 1,5 miliardi di dollari in bitcoin. Un annuncio che ha generato non pochi malumori.

Tesla e Bitcoin: scelta incoerente?

La valuta digitale viene creata quando dei computer ad alta potenza competono con altre macchine nel risolvere complessi algoritmi matematici. Un processo ad alta intensità energetica che attualmente si basa sui combustibili fossili, in particolare il carbone, il più sporco di tutti. Quindi questa scelta potrebbe risultare incoerente, visto concept di Tesla e dello stesso Elon Musk. Ai tassi attuali, il “mining” di bitcoin divora ogni anno la stessa quantità di energia dei Paesi Bassi. Inoltre, si stima che la produzione di bitcoin generi 23 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica all’anno.


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Complicazioni in vista

La storica inclusione della criptovaluta nel portafoglio di investimenti di Tesla potrebbe complicare l’etica a zero emissioni dell’azienda. “Siamo ovviamente molto preoccupati per il livello di emissioni di anidride carbonica generate dall’estrazione di bitcoin”, afferma Ben Dear, CEO di Osmosis Investment Management. “Ci auguriamo che non appena le iniziative bitcoin di Tesla giungeranno al terminate, ci si concentrerà sulla misurazione. E, se si continuerà ad acquistare o addirittura a estrarre bitcoin, bisognerà elaborare dei dati sul consumo di energia.”

E se fosse un bene?

La scommessa di Tesla sul bitcoin arriva in un momento storico in cui si tenta di limitare i danni ambientali causati dal mining. Il primo passo potrebbe averlo affondato l’imprenditore miliardario Musk, che in settimana ha finanziato 100 milioni dollari a favore di invenzioni che porterebbero all’estrazione dell’anidride carbonica dall’atmosfera e dall’ oceano. Dunque questo è da considerarsi solo l’inizio: con l’ingresso di grandi aziende green nel mercato delle criptovalute, presto lo scenario “inquinante” del Bitcoin potrebbe evolversi in modo positivo.