La Terza Madre: si chiude una trilogia iniziata negli anni ’70

Commento all'ultimo film dell'iconica trilogia delle Tre Madri: una conclusione molto tardiva per una saga iniziata addirittura negli anni '70.

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“La Terza Madre” è un film horror del 2007 diretto e sceneggiato da Dario Argento. Il cast include sua figlia Asia Argento, la sua ex moglie Daria Nicolodi e altri interpreti, come: Moran Atias, Udo Kier, Adam James, Valeria Cavalli. Si tratta del capitolo conclusivo della trilogia delle Tre Madri, tre potentissime streghe che governano il mondo con il terrore da tre punti totalmente diversi della Terra. Questa volta il focus è su Mater Lacrimarum, l’ultima superstite delle streghe, con sede nella capitale italiana Roma.

TRAMA: Un ritrovamento archeologico risveglia delle terribili forze nella città di Roma: Mater Lacrimarum ed il suo folto seguito iniziano a seminare il terrore fra omicidi e torture. Toccherà alla giovane Sarah Mandy, a sua insaputa strega buona figlia a sua volta di un’altra strega buona, sconfiggere il male. Ad aiutarla il fantasma di sua madre e pochi altri: basterà il suo potere inesperto per contrastare la terribile madre delle lacrime?

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VALUTAZIONE: seguito di due dei più grandi capolavori del cinema horror italiano “Suspiria” e “Inferno”, “La Terza Madre” non è sicuramente un film degno dei due grandissimi predecessori. La scrittura è ottima nei primi 10 minuti di film, ma successivamente si abbandona su se stessa mettendo in scena situazioni che deludono lo spettatore, soprattutto quello che sa bene di cosa è capace Dario Argento. L’idea di inserire la figura delle streghe buone, chiaramente ispirata alla serie TV Streghe, non funziona crea una via di mezzo fra horror per adulti e teen horror che pone l’opera davvero agli antipodi rispetto alle vecchie produzioni di Argento. Si sottolinea, ciononostante, una buona coerenza riscontrabile in ciò che riguarda la madre in sé e per sé: il modo d’agire suo e degli scagnozzi sono perfettamente coerenti con quanto mostrato nei primi film, e ciò non è sicuramente facile per un film girato dopo 30 anni.