Il terremoto mette in ginocchio le Filippine, devastando edifici e infrastrutture e gettando nel panico migliaia di persone. A partire dalla giornata di ieri, 22 aprile, la terra ha cominciato a tremare drammaticamente nel nord del Paese, arrivando fino al centro della capitale Manila. Secondo i rilevamenti effettuati dall’US Geological Survey, l’epicentro del sisma di magnitudo 6.4 sarebbe a Gutad, presso l’isola di Luzon. La prima scossa è stata avvertita intorno alle 17:11 (le 11 circa in Italia), ad una profondità di almeno 40 chilometri, quando ci sono state le prime evacuazioni dagli uffici del centro urbano.

Al momento le vittime accertate sarebbero almeno 16, anche se purtroppo non si esclude che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore. Infatti si teme per la sorte dei residenti di un edificio crollato in seguito alla violenta scossa di terremoto nelle Filippine, con i soccorsi che stanno scavando ormai da diverse ore tra le macerie, ostacolati purtroppo dalla mancanza di energia elettrica causata dalla calamità naturale, mentre l’aeroporto internazionale Clark è stato immediatamente chiuso e interrotte le linee ferroviarie. In queste ultime ore sul web sta circolando un video alquanto scioccante, che mostra un grattacielo in piena oscillazione durante il sisma, dal quale è fuoriuscita acqua dalla piscina che si trovava sul letto, facendola precipitare verso il suolo come fosse una cascata.

Terremoto nelle Filippine: almeno 16 vittime.

Il dramma del terremoto nelle Filippine, però, sembra non avere ancora fine. Di recente, infatti, si è verificato un ulteriore evento sismico nella zona centrale del Paese del Sudest asiatico, a circa 13 chilometri a est di Tutubigan: in questo caso l’ipocentro sarebbe stato individuato ad una profondità di 70,2 chilometri, con magnitudo di 6.3 gradi della scala Richter, quindi di intensità media anche maggiore rispetto a quello che si è abbattuto su Manila e dintorni nel giorno di Pasquetta. Secondo gli studi effettuati dall’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs), la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi giorni, giacché non si esclude un’altra scossa ancora più forte e dagli effetti potenzialmente devastanti di magnitudo 7.5.

Gli esperti, infatti, hanno notato dei movimenti anomali della faglia locale. Le Filippine, del resto, sorgono su un’area ad alto rischio di terremoti, poiché comprende ben tre placche tettoniche: la placca del Mar delle Filippine, quella Eurasiatica e la placca della Sonda. Inoltre l’intero territorio è attraversato da rilevanti faglie terrestri che già da diverso tempo sono oggetto di studio e monitoraggio da parte dei sismologi. A tal proposito Renato Solidum, responsabile del Phivolcs, ha riportato che siccome il movimento della suddetta faglia locale non è stato eccessivamente violento, almeno si è evitato il rischio che potesse generarsi uno tsunami.

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