Terremoto Catania – Paura nella notte nel catanese per la scossa di Magnitudo 4.8

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Dal 24 dicembre, da quando è cominciata l’eruzione del vulcano, sono state registrate dall’Ingv 73 scosse nel Catanese. L’ex Iena Dino Giarrusso: “Mai sentita una botta così”. Convocato dal prefetto centro di coordinamento. I danni maggiorio a Fleri. Chiuso tratto A18 Catania-Messina.  Atteso il capo Dipartimento della Protezione civile Borrelli.

Nelle  due riunioni del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto di Catania, Claudio Sammartino, è stato tracciato un primo bilancio provvisorio dei danni, con i crolli di muri e case e danni a chiese, soprattutto a Fleri.
Il prefetto Sammartino ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata delegata alla Croce rossa.

A Fleri una palazzina è crollata: due persone state estratte dalle macerie sono rimaste ferite. Sul posto vigili del fuoco e ambulanze. La strada è stata chiusa. Sempre a Fleri, sono stati registrati altri crolli e ci sono persone intrappolate nelle abitazioni. Nelle strade, lampioni divelti e fughe di gas. “Siamo vivi per miracolo”, ripete una famiglia di 4 persone,  madre, padre e due figli minori, dopo che le pareti della loro casa si sono sbriciolate.

Il sisma ha provocato il crollo di calcinacci e di una statua della Madonna del campanile della chiesa del Sacro Cuore a Santa Venerina. Lesioni in abitazioni si segnalano nell’Acese nella zona di Lavinaio e a Santa Maria La Stella, frazione marinara nella Timpa di Acireale. Alcune famiglie a scopo precauzionale hanno lasciato le loro case e si preparano a trascorrere il resto della notte in auto.

Tra chi è stato svegliato in piena notte dalla terra che tremava anche l’ex Iena (ora segretario particolare del vice ministro del Miur Lorenzo Fioramonti) Dino Giarrusso. “A Viagrande la scossa è stata veramente forte. Usciamo di casa, ma invito tutti alla calma”, ha fatto sapere via Twitter. “È stato davvero spaventoso – racconta a Repubblica  – forte forte forte, e quindi siamo scesi tutti in strada. A Fleri ci sono danni grossi, stanno andando tutti là, che è molto vicino all’epicentro”. “Da catanese ne ho vissuti tanti di terremoti – aggiunge – ma una botta così che ti ha spostato il letto non l’avevo mai sentita”.

In Sicilia Personale e mezzi dei Vigili del fuoco della Calabria sono partiti per la Sicilia per aiutare nelle operazioni del post terremoto che ha colpito la notte scorsa il Catanese. Le squadre, per un totale di 40 unità e di diversi mezzi, appartengono a quattro sezioni operative calabresi. Da Catanzaro sono state inviate nove unità con i relativi automezzi proprio ieri era stato alzato il livello di allerta da verde a giallo dopo che anche il vulcano Stromboli alle isole Eolie aveva ripreso a sbuffare lapilli. “L’Etna rimane sempre un vulcano pericoloso e questo nostro paese purtroppo è molto fragile, ma sarà garantita la massima assistenza e immediata sistemazione a chi ha visto crollare la propria casa, per tutti gli altri saranno allestiti luoghi sicuri di ritrovo” ha dicharato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi.

Sui social si è scatenata la reazione delle persone svegliate dal terremoto in piena notte, molti hanno pubblicato foto e video di quegli attimi di terrore: case sventrate, calcinacci, interni di abitazioni distrutti. Il tweet di Fede: “Sto piangendo come una foglia. È stato troppo forte. Siamo per tutti per strada qui”. C’è anche chi, come Giulia, trova la forza di fare dell’ironia: “Vuoi avere il parco giochi nelle stanza con effetto sorpresa? – twitta – niente di più facile! vieni a Catania mentre l’Etna è in eruzione, garantiamo un letto-sedia-a-dondolo, lampadari-altalena e persino poltrone idromassaggio”. Temblor pubblica su Twitter il video della disperazione di una famiglia rimasta senza abitazione: “La nostra casa, dove andiamo ora?”.

Da quando è cominciata l’eruzione dell’Etna, questa è la 73esima scossa registrata nel Catanese dall’Istituto nazionale terremoti. La prima è del 24 dicembre, alle 9,59. Da allora lo sciame sismico che ha investito la provincia di Catania non si è ancora fermato. E l’ultima di questa notte è stata anche la più forte.

Il terremoto è stato avvertito anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano. Il capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli,  è in partenza per la Sicilia accompagnato da un team di esperti del Dipartimento per fare un punto della situazione sui danni provocati dallo sciame sismico che in queste ore sta interessando l’area etnea. Dopo un sorvolo dell’area colpita, Borrelli incontrerà le autorità locali presso la Prefettura di Catania per pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell’agibilità degli edifici.

Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande ‘energià e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico.

Dalla mezzanotte sono state almeno sette le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate sull’Etna, tra cui una di magnitudo 3.3 all’1.09 con epicentro 4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio.

 

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