La zona dell’Etna orientale, dove questa notte si è registrato un terremoto di magnitudo 4,8, “è ad alta attività sismica. Perciò non si possono escludere altre scosse in tempi ravvicinati”. E’ quanto afferma ai giornalisti Carmelo Monaco, direttore del Dipartimento e professore di geofisica all’Università di Catania. “Siamo in presenza – spiega – di una tipica attività vulcanica della zona in cui periodicamente movimenti tettonici ed eruzione dell’Etna si alimentano a vicenda”.

“Il tutto parte da un processo tettonico di apertura che richiama il magma la cui fuoruscita crea un disequilibrio nel sistema attivando la faglia e causando il sisma. In genere si tratta di terremoti molto superficiali che hanno la caratteristica di causare danni significativi se rapportati all’entità, ma in un raggio d’azione molto circoscritto”.

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