Terme di Diocleziano: dialogo tra archeologia e fotografia

Un dialogo tra scatti di monumenti antichi e spazio archeologico e reperti antichi

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Terme di Diocleziano
Domingo Milella, Tomba di Re Mida, Turchia 2011

Conoscere il passato è un’impresa altrettanto stupefacente che conoscere le stelle. Scrive così George Kubler nel suo libro The shape of time (1972) da cui è tratto il titolo della mostra Le forme del tempo. Dal 22 giugno al 31 luglio presenta le fotografie di Fabio Barile e Domingo Milella in dialogo con gli spazi archeologici delle Terme di Diocleziano a Roma.


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Perché allestire la mostra alle Terme di Diocleziano a Roma?

La mostra, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, è un viaggio nel tempo geologico, archeologico e presente. Dopo i capitoli espositivi al Centro Arti Visive Pescheria e all’antica Sinagoga di Pesaro, Le forme del tempo cerca un legame con le Grandi Aule delle terme romane. Il progetto è un’evoluzione del dialogo tra gli artisti, questa volta dedicato al rapporto tra archeologia del paesaggio e del linguaggio. I talenti e il curatore hanno immaginato il percorso espositivo come una conversazione tra immagini e spazio antico. Quindi un ritorno arcaico alla riflessione e una riflessione sulla fotografia e l’atto del guardare.

Un percorso sul Tempo

Il curatore Dandini de Sylva parla della mostra. “Le opere degli artisti sono fotografie che riflettono il Tempo. Le immagini di Barile mostrano forme in perenne evoluzione, fin dal momento profondo del mondo e della geologia. Invece quelle di Milella affondano le loro radici nella pietra dell’arcaico, del primitivo nel presente. Il discorso sull’antico è evocato dal dialogo tra gli scatti: dalle Piramidi di Giza alla Tomba di Re Mida in Frigia dall’altopiano di Campo Imperatore alla Gola di Gorropu in Supramonte. Il dialogo tra i due artisti l’esposizione avvicina geologie mute e pietre parlanti ricercando un’archeologia comune”. Insieme ai lavori fotografici, presenta una selezione di reperti archeologici, scelti con il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger. Lo scopo è creare accostamenti visivi e semantici inaspettati tra le fotografie, le Grandi Aule e i frammenti di tempo riportati alla luce dai magazzini del museo.

Archeologia e Fotografia al Museo nazionale romano

Spiega il Direttore del Museo nazionale Romano Stéphane Verger. “Con la mostra Le forme del Tempo prosegue il progetto Archeologia e Fotografia. L’iniziativa è nata per promuovere il patrimonio archeologico attraverso il linguaggio universale delle immagini. La scelta di esporre opere conservate nei depositi del Museo accanto agli scatti di Fabio Barile e Domingo Milella, consente di evidenziare la portata della relazione che esiste tra l’istituzione e la creatività contemporanea. Inoltre, l’esposizione trova nella sede delle Terme di Diocleziano lo spazio ideale per un racconto visivo dedicato allo scorrere dei giorni. Si pone in costante dialogo con le imponenti strutture delle aule e i reperti”.

Un’esperienza culturale interessante alle Terme di Diocleziano

Come nei precedenti capitoli espositivi le opere dei due artisti sono presentate in un allestimento disegnato per favorire il dialogo con lo spazio archeologico. Quindi ne assorbiscono tutte le preziose vibrazioni e offrono ai visitatori un’esperienza culturale originale. La mostra sarà anche una stanza di riflessione dove si terrà un incontro con scrittori e studiosi di antichità e un laboratorio per bambini in collaborazione con l’associazione Cartastraccia. Le forme del tempo è accompagnata da una pubblicazione edita da Fondazione Malaspina che raccoglie un testo del direttore del Museo Nazionale Romano. Contiene anche una conversazione tra il curatore Alessandro Dandini de Sylva e i fotografi Fabio Barile e Domingo Milella. Una produzione di Istmo in collaborazione con Camilla Grimaldi e Greta Voeller. Si ringraziano: Schiaffini Travel SpA e Lexus Roma Nord, Main sponsor, Grimaldi Studio Legale e Caffè Mauro, sponsor, Fondazione Malaspina, partner, Fattoria del Teso, sponsor tecnico.

Immagine da cartella stampa.